Antonino Caponnetto

 

Antonino Caponnetto nasce a Caltanissetta nel 1920; Per il lavoro del padre la famiglia si trasferisce prima in Veneto e poi in Toscana, a Pistoia, quando il futuro giudice aveva appena tre anni; si laurea in Giurisprudenza a Firenze. Entra in magistratura nel 1954: il suo primo incarico lo esercitò a Prato, in qualità di Pretore mostrando subito il suo valore di difensore della Costituzione repubblicana.

Dopo la pretura di Prato, Antonino Caponnetto ha esercitato la sua funzione di magistrato a Firenze, fino al 1983. Il suo lavoro di magistrato italiano, lo ha reso noto per aver guidato il Pool antimafia dal 1984 al 1990 (vi facevano parte anche Falcone e Borsellino). Con questa attività egli riuscì, per primo, nella storia del nostro Paese, a far condannare in modo definito più di 400 criminali legati a Cosa Nostra; ciò lo ha reso un simbolo della lotta al crimine organizzato italiano.

Nel 1990 concluse la sua carriera, ma con la morte di Falcone e Borsellino, assassinati dalla mafia, egli intraprese un viaggio per le scuole, raccontando chi fossero questi due uomini, diventando cosi un testimone della giustizia e della legalità.

Nel 1993 ha ricevuto dall’Università di Torino la laurea honoris causa in scienze politiche.
Muore a Firenze nel 2002. Un anno dopo la moglie ha inaugurato in sua memoria la Fondazione Antonino Caponnetto. Nel corso degli anni gli sono stati dedicati numerosi luoghi: strade e piazze in tutta Italia; e l’Istituto Comprensivo di Monsummano Terme, in provincia di Pistoia.

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