Benedetto da Rovezzano

Benedetto da Rovezzano, illustre scultore rinascimentale, nasce a Canapale, non lontano da Pistoia, nel 1474. La sua famiglia si spostò a Rovezzano, in provincia di Firenze, quando lui era ancora molto piccolo, tant’è che è conosciuto con il nome della località fiorentina.
Nonostante l’origine pistoiese, non ha lavorato mai a Pistoia (o almeno, nulla si sa della sua attività pistoiese), bensì a Firenze, dove eseguì molte opere, ricordate da Vasari nelle sue Vite de’ più eccellenti pittori, scultori e architettori.
Il Vasari definì Benedetto da Rovezzano «valente e pratico scultore», che fece «cose meravigliose»: ottenere l’approvazione dell’architetto granducale non era cosa da poco. 
Benedetto si dedicò soprattutto a lavori in marmo per le dimore signorili di Firenze, fra cui si ricordano quelle dei Borgherini, degli Altoviti e dei Soderini, in cui il suo compito era quello di ornare porte, camini e altri elementi lapidei.
Volendo vedere qualcosa di sua mano, occorre recarsi nella chiesa dei Santi Apostoli a Firenze, dove si conserva il Monumento funebre a Oddo Altoviti, capolavoro di Benedetto da Rovezzano dell’inizio del Cinquecento. A Firenze, inoltre, a fine Quattrocento realizzò il portale su via del Proconsolo e la Cappella Pandolfini della Badia Fiorentina, mentre suo è lo splendido basamento della statua Orfeo blocca Cerbero alle porte degli Inferi di Baccio Bandinelli.
Vasari, infine, racconta che si recò in Inghilterra «ai servigi del re», dove però fu colpito da problemi agli occhi che gli causarono cecità e, di conseguenza, l’impossibilità di lavorare. Morì a Vallombrosa, in provincia di Firenze, nel 1554.

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