Carlo Agostino Fabroni

Nato a Pistoia, si applicò agli studi in patria – dove la famiglia aveva diverse proprietà ed incarichi pubblici – quindi in Roma, sotto i gesuiti e nel seminario romano. Dopo gli studi teologici fece una brillante carriera ecclesiastica e nel 1706 (già più che cinquantenne) fu elevato al rango di cardinale. Fondò la Biblioteca Fabroniana di Pistoia, frutto del suo prezioso lascito che donò alla sua città di origine dove, sotto la guida dell’architetto Francesco Maria Gatteschi, realizzò quella che, al tempo, rappresentò un’opera titanica, trasferendo da Roma oltre 8.000 volumi di sua proprietà. Avendo a cuore l’educazione dei gentiluomini e del clero della sua città natale, affidò il suo ricchissimo patrimonio librario alle dotte cure dei Padri Filippini di Pistoia: la biblioteca infatti, sorge sopra alla loro chiesa intitolata a San Filippo. Fine diplomatico e lungimirante uomo di mondo, oltre che di chiesa, qual era, aveva però anche previsto che in caso di estinzione della Congregazione Oratoriana pistoiese (cosa che puntualmente avvenne con le soppressioni napoleoniche del 1808), la proprietà e la gestione passassero al Capitolo della Cattedrale di Pistoia, che tuttora la conserva. La biblioteca oggi si rivela un patrimonio ineguagliabile per valore e pregio grazie alla presenza di libri molto rari.

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