Domenico Antonio Cari

Domenico Antonio Cari, fra il 1737 e il 1745 abitava assieme al fratello Antonio in parrocchia di San Michele in Bonaccio, ancora ventenne. Insieme al fratello e poi successivamente ai figli, in via degli Orafi teneva una bottega dove fabbricava oggetti svariati e di svariata grandezza in rame, in ottone e anche in argento, mentre in via Bozzi aveva una fonderia di campane molto rinomata: a lui erano affidate le principali fusioni delle campane delle chiese pistoiesi, fra cui si ricordano quelle di Montale (1767), di San Mercuriale (1773) e della Vergine a Pistoia (1786). La sua ditta diventò così rinomata nell’ambito dei concerti di campane per torri o di campanelli per orologi che molte commissioni arrivarono addirittura dalla Francia, dove i meccanismi furono chiamati carillons, forse proprio dal cognome del Cari.

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