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Il Museo Civico Archeologico di Bologna

Uno dei più bei musei ad indirizzo archeologico di tutta Italia è senza dubbio il Museo Civico Archeologico di Bologna, ospitato presso il quattrocentesco Palazzo Galvani. Museo attivissimo dal punto di vista didattico, con numerose scuole che ogni mattina lo visitano, e dotato di un sito internet da fare invidia a tanti, offre a tutti i visitatori una piacevole passeggiata nella storia archeologica della città e non solo.


Fra le più insigni a livello italiano si distingue la collezione egiziana, che illustra la famosa tomba di Saqqara, vicino a Menfi, del generale di Tutankhamon, Horemheb (in seguito ultimo faraone della XVIII dinastia), e ripercorre attraverso gli oggetti esposti la storia egiziana dall’Antico Regno fino all’epoca Tolemaico-Romana, illustrando anche alcuni aspetti fondamentali della società dei faraoni, come la scrittura, il culto funerario e  la magia.

 

La storia di Bologna viene ripercorsa nella sezione preistorica, che illustra la frequentazione umana del territorio a partire dal Paleolitico inferiore, circa 800.000 anni fa, fino al Bronzo finale del X secolo a. C. Si segnalano moltissimi utensili dell’uomo primitivo: lame, schegge, chopper, raschiatoi, grattatoi, ma anche asce, punte di frecce e recipienti in ceramica. Infine, un’appendice di notevole rilevanza scientifica è rappresentata dalla saletta dei confronti preistorici, che mette a confronto esemplari simili provenienti da diverse parti d’Italia e del mondo.

 

Un capitolo di eccezionale fioritura del territorio emiliano e romagnolo è rappresentato dalla civiltà etrusca, che qui viene rappresentata sia dal corredo funerario di una tomba rinvenuta a Verucchio, nei pressi di Rimini, con oggetti in legno e vimini (materiali assolutamente deperibili, il che spiega l’unicità del ritrovamento), sia dai numerosi corredi funebri di tombe ritrovate nel territorio bolognese, che testimoniano l’evoluzione della sepoltura dalla cremazione in ossuari di terracotta o bronzo della fase villanoviana (IX-VIII sec. a. C.) alle stele funerarie del periodo orientalizzante (VII sec. a. C.). Fa eccezione alle testimonianze di sepolture il cosiddetto Ripostiglio di San Francesco, un deposito di un fonditore in cui sono stati ritrovati più di 14.000 oggetti in bronzo.

 

La sezione cronologicamente successiva agli Etruschi è quella dedicata ai Galli Boi, ovvero a una delle tribù dei Celti che invasero il territorio bolognese all’inizio del IV secolo a. C.: si ritiene che il nome di Bononia, antico appellativo di Bologna, possa derivare forse proprio dal nome dei Galli Boi. Nel museo sono esposti alcuni corredi funerari con armi e vasellame provenienti da tombe ritrovate nel territorio bolognese.

 

Il Museo Civico Archeologico conserva anche una ricca sezione dedicata all’arte greca, fra cui si annoverano le numerose rielaborazioni romane di opere d’arte greca, le ceramiche attiche e italiote, e la testa in marmo dell’Atena Lemnia, copia romana in marmo di un’originale in bronzo del famoso scultore Fidia (V sec. a. C.).

 

Segue la collezione etrusco-italica, quella che illustra i popoli che abitarono l’Italia prima della conquista romana, che annovera esempi di bucchero di Chiusi, urne etrusche in terracotta e marmo e specchi incisi o a rilievo.

 

Infine, chiude il museo la collezione romana che illustra una grande quantità di oggetti d’uso, dal vasellame in ceramica e vetro alle lucerne, dalle fibule ai cucchiai, fino ad arrivare a monete, sculture e ritratti pubblici e privati.

 

Il Museo Civico Archeologico stupisce sicuramente ancor prima della visita: basta andare sul sito per poter leggere dieci buone ragioni per NON andare al museo, un insolito e divertente documento che ottiene l’effetto opposto, stimolando il lettore a una visita. Ma si distingue anche, come dicevamo in apertura, per la notevole attività didattica e le relative pubblicazioni, che possono fornire anche agli adulti non esperti un’infarinatura delle varie civiltà.
Nel complesso, dunque, è un museo da visitare e rivisitare nel corso del tempo, dal momento che offre continuamente nuovi spunti di lettura e di riflessione.

 

Caterina Bellezza

 

per approfondimento si veda:

http://www.comune.bologna.it/archeologico/introduzione/47648

 

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(Tratto da Wikipedia)