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Santo Stefano a Bologna, la nuova Gerusalemme

Una delle chiese più antiche e più significative di Bologna è la Basilica di Santo Stefano. Più che di una sola chiesa, si tratta di un complesso di chiese ed edifici annessi, voluto a somiglianza del Santo Sepolcro di Gerusalemme e incentrato sulla simbologia della Passione di Cristo.


L’idea della costruzione di un tempio a imitazione del Santo Sepolcro di Gerusalemme (ritenuto il luogo della crocifissione, unzione, sepoltura e resurrezione di Cristo) sembra si debba a san Petronio, vescovo di Bologna, che nel V secolo ne promosse l’edificazione sul luogo dove era sorto un antichissimo tempio dedicato a Iside, regina egizia della natura. San Petronio volle essere sepolto in questa nuova chiesa, e fu qui che nel 1141 fu ritrovato il suo corpo, che dal 2000 si conserva nell’omonima Basilica bolognese.
La Basilica del Santo Sepolcro conserva ancor oggi una fonte di acqua sorgiva, anticamente usata per il culto di Iside, che, nella simbologia legata alla Passione di Cristo che permea il complesso, rappresenta l’acqua del Giordano, il fiume in cui Cristo riceve il Battesimo per mano di Giovanni il Battista.

 

Il primo degli edifici che si incontrano entrando è la Chiesa del Crocifisso, così chiamata perché vi si conserva una antico crocifisso trecentesco; di origine longobarda, presenta un presbiterio rialzato sopra una meravigliosa cripta su colonne, una delle quali è ritenuta corrispondere perfettamente all’altezza di Cristo (poco probabile per l’epoca, dato che si tratta di 1,70 m dalla base al capitello).

 

A seguire, oltrepassato il Santo Sepolcro, si accede alla Basilica dei Santi Vitale e Agricola, la più antica dell’intero complesso. Quando fu edificata, conservava le reliquie dei due martiri, primi di tutta Bologna ai tempi delle persecuzioni di Diocleziano, le cui spoglie sono spostate nella cripta della Chiesa del Crocifisso.
L’altare maggiore è costituito da un’ara pagana rivoltata, mentre tracce di mosaico romano sono ancora visibili nel pavimento.

 

Dalla Basilica del Santo Sepolcro si accede al Cortile di Pilato, così chiamato in ricordo del luogo in cui fu condannato Gesù. Due sono le particolarità che qui si trovano: al centro vi è una vasca su piedistallo, chiamata Catino di Pilato, che ricorda la bacinella in cui Pilato si lavò le mani (abbandonando Cristo alla sua sorte), mentre sotto il porticato che circonda il cortile si trova una colonna con la statuetta di un gallo, chiamato Gallo di San Pietro, il cui canto segnò, nel racconto evangelico, il rinnegamento dell’apostolo.

 

Segue, poi, la Chiesa del Martyrium, o della Trinità, dove si conserva un bellissimo gruppo di sculture lignee a grandezza naturale, raffigurante l’ Adorazione dei Magi, eseguito fra la fine del XIII e l’inizio del XIV secolo.

 

Uno dei gioielli dell’intero complesso è senza dubbio il chiostro medievale, voluto dai monaci benedettini che per lungo tempo gestirono Santo Stefano.

 

Vi si distinguono i bellissimi capitelli figurati, uno diverso dall’altro, fra i quali uno mostra un uomo con la testa girata a 180° verso la schiena, mentre un altro nudo è schiacciato da un macigno: essi furono forse di ispirazione per Dante nel descrivere alcune forme di espiazione del Purgatorio

 

Infine, termina il complesso il Museo di Santo Stefano, che raccoglie opere d’arte non più esposte nelle sette chiese e arredi sacri non più utilizzati. All’interno del museo si può ammirare la Cappella della Sacra Benda, dove si conserva una fascia di tessuto che le donne solevano mettersi in fronte in segno di lutto e che si ritiene sia stata indossata dalla Madonna in occasione della morte di Cristo. Tale reliquia veniva esposta alle folle di pellegrini accorse per l’occasione dal pulpito esterno della Basilica, posto sulla facciata principale.

 

La Basilica di Santo Stefano è, dunque, un luogo carico di storia e potenti simbolismi, che non deve mancare a chi visita la città anche solo per la prima volta. Percorrerne le sette chiese non è soltanto un viaggio fisico ed artistico fra alcune delle più antiche architetture della città, ma un vero e proprio itinerario spirituale sulle orme di Cristo, facendo memoria della sua Passione.

 

Caterina Bellezza

 

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(Tratto da Wikipedia)