Ippolito Desideri

E’ stato un gesuita e missionario italiano in Tibet e il primo europeo esperto della cultura e lingua tibetana. Considerato il primo tibetologo della storia, il Generale della Compagnia di Gesù lo scelse nell’agosto 1712 per aprire una missione in Tibet, impegno benedetto da papa Clemente XI, con cui Desideri ebbe un’udienza prima della partenza. Dopo un lungo e difficoltoso viaggio, Desideri giunse a destinazione e trascorse un periodo in un monastero, per studiare la lingua e la religione buddista; tra il 1718 e il 1721 scrisse in lingua tibetana cinque libri, nei quali esponeva i dogmi del Cristianesimo accettando però nel contempo gran parte del buddhismo, soprattutto la sua filosofia morale: questi libri rappresentarono il primo tentativo di dialogo tra le due religioni. Desideri tornò a Roma nel 1727; egli portò con sé anche tutti gli appunti che aveva scritto in Tibet sulle genti delle diverse etnie, culture e religioni. Fino alla fine della sua vita si dedicò alla pubblicazione del suo Notizie Istoriche del Tibet occupandosi di tutti gli aspetti della vita: la geografia ed il clima del paese, l’amministrazione della giustizia, la gente, il cibo e le abitudini. Caratteristica dell’impegno missionario di Desideri fu la convinzione della necessità di apprendere perfettamente la lingua del paese, di conoscere a fondo la religione locale e, contemporaneamente, di acquistare influenza a corte per ottenere la libertà di propagare il Vangelo.

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