La chiesa di San Michele Arcangelo a Ponte Buggianese: arte contemporanea al servizio della fede

Ponte Buggianese, borgo sorto in epoca moderna lungo il torrente Pescia di Pescia è importante non tanto per la sua storia – relativamente recente, risalendo la sua autonomia comunale al 1883, in piena epoca lorenese – ma piuttosto per il patrimonio artistico che custodisce. Principale monumento cittadino è infatti la chiesa di San Michele Arcangelo (conosciuta anche come Santuario della Madonna del Buon Consiglio), sita nella ampia ed ariosa piazza centrale del paese.

Preceduta da un grande portico e di aspetto ottocentesco, la chiesa in origine (le sue prime notizie si ritrovano in una visita pastorale del 1562) era un piccolo oratorio dedicato a san Giuseppe che con gli anni – grazie anche al corposo aumento della popolazione – venne sottoposta ad interventi radicali di ristrutturazione: era il 1628 quando l’edificio venne ampliato, cambiandone l’orientamento della facciata da sud a ovest (com’è tuttora), e riordinando l’interno con tre navate, il soffitto voltato e la zona presbiteriale dominata da una grande cupola; è a questo periodo che risale anche il portico esterno con tre archi sorretti da colonne, realizzato con pietre di fiume. Ulteriori modifiche si ebbero poi nella seconda metà dell’Ottocento, modifiche che hanno attribuito alla chiesa l’aspetto attuale.

 

A prescindere dall’aspetto architettonico, l’elemento di maggiore interesse di questa piccola chiesa di provincia è rappresentato dagli affreschi che ne arricchiscono interamente le pareti: tra il 1967 e il 1988 infatti il pittore milanese Pietro Annigoni si impegnò nella realizzazione di un ciclo pittorico dedicato al tema della Passione di Cristo, molto articolato e comprendente anche episodi tratti dall’Apocalisse e altri soggetti realizzati negli anni successivi dai suoi allievi.

 

Il ciclo – di grande impatto emotivo e dall’aspetto inconsueto per gli interni di un edificio ecclesiastico a causa del realismo crudo delle sue immagini – ha trasformato radicalmente nel suo aspetto la chiesa, senza che essa perdesse lustro, anzi: infatti per la sua rilevanza artistica gli affreschi hanno fatto sì che, nel 1978, il Ministero dei Beni Culturali attribuisse al complesso il riconoscimento dello stesso come chiesa monumentale di notevole interesse artistico.

 

Temi biblici ed evangelici si succedono sulle pareti, senza soluzione di continuità: Il Profeta Isaia e Geremia, la Deposizione e Resurrezione di Cristo, L’ Ultima Cena ed i Quattro cavalieri dell’Apocalisse, la Resurrezione di Lazzaro, Gesù nell’orto dei Getsemani.

 

Sono solo alcuni dei numerosi e grandi affreschi che ricoprono interamente le pareti della chiesa, rendendola unica nel suo genere, ed esempio tangibile di quanto anche l’arte contemporanea sia capace di rendere per immagini lo spirito religioso che pervade i luoghi di culto, pur sempre attraverso l’ausilio di un linguaggio più “colorito” e certamente molto suggestivo.

 

Clara Begliomini

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