La festa di Capodanno

In tutto il mondo si festeggia il Capodanno: per le popolazioni che seguono il calendario gregoriano (introdotto nel 1582 da papa Gregorio XIII) la festa è l’1 gennaio, per coloro invece che seguono ancora oggi il calendario giuliano, ad esempio le chiese ortodosse, l’inizio dell’anno viene celebrato nel giorno corrispondente al 14 gennaio gregoriano.

Prima del calendario promulgato da Giulio Cesare (detto calendario giuliano) nell’anno 46 a.c. si considerava il primo giorno dell’anno l’1 marzo. Questo però non avveniva per tutti i paesi europei: ognuno indicava una diversa data di inizio anno, per esempio: in Inghilterra si celebrava il 25 marzo e in Spagna il 25 dicembre. Queste diversità proseguirono fino a quando papa Innocenzo XII, nel 1691, stabilì che l’anno dovesse cominciare l’1 gennaio.

Quale sono le origini del Capodanno?

Le origini del Capodanno sono molto lontane e derivano dai festeggiamenti in onore del dio romano Giano, da cui trae il nome del mese di gennaio. Il primo di gennaio i Romani usavano invitare a pranzo gli amici e scambiarsi il dono di un vaso bianco con miele, datteri e fichi, il tutto accompagnato da ramoscelli d’alloro, come augurio di fortuna e felicità.

Questo giorno è in molti luoghi una festa religiosa (si festeggia infatti la Solennità della Madre di Dio per la Chiesa cattolica), ma anche un’occasione per celebrare la notte di passaggio tra il 31 dicembre e il 1º gennaio, che si festeggia con il consueto veglione di Capodanno e i tradizionali fuochi artificiali.

Ma come festeggiano il Capodanno negli altri Paesi?

Segnaliamo alcuni esempi:
In Spagna c’è la tradizione di mangiare alla mezzanotte dodici chicchi d’uva, uno per ogni rintocco dei dodici scoccati dall’orologio principale (quello di Puerta del Sol a Madrid). In Ecuador e in Perù si mettono fuori la propria abitazione dei manichini di cartapesta imbottiti di petardi che saranno fatti bruciare ed esplodere a mezzanotte. 

In Giappone, invece, prima della mezzanotte, le famiglie si recano nei templi per bere sakè e ascoltare 108 colpi di gong che annunciano l’arrivo del nuovo anno. 

In Russia, invece, dopo il dodicesimo rintocco, si apre la porta di casa per far entrare l’anno nuovo.

In India, non può esser festeggiato in casa, è obbligatorio uscire in strada.

In Germania la tradizione si festeggia in maschera, come a Carnevale.

In Grecia c’è una particolare usanza: il primo che entra in casa allo scoccare della mezzanotte deve rompere un melograno per terra.

In sud America il rito scaramantico è quello di mangiare chicchi d’uva ed esprimere dodici desideri, uno per ogni mese dell’anno.

E in Italia come viene festeggiato il Capodanno?

Uno dei riti più conosciuti è quello di mangiare le lenticchie allo scoccare della mezzanotte del 31 dicembre, in quanto sembra che favorisca la prosperità economica di chi le mangia. Anche i botti – o anche detti fuochi d’artificio – fatti scoppiare a mezzanotte del 31 dicembre sono la manifestazione della volontà di allontanare lo spirito del male e allo stesso tempo rappresentano un momento di allegria per l’arrivo del nuovo anno. Un’altra usanza, meno praticata, è quella di lanciare dalla finestra cocci o oggetti vecchi, per allontanare lo spirito maligno.

Un altro elemento propiziatorio è quello di mangiare, oltre alle tradizionali lenticchie, l’uva e il melograno nel corso della notte di Capodanno, in quanto anche questi alimenti – secondo le tradizioni – porterebbero soldi in abbondanza nel nuovo anno. Il melograno ad esempio simboleggia la fedeltà coniugale. Sempre di buon augurio sembra essere quello di incontrare per la strada allo scoccare della mezzanotte un vecchio o un gobbo.

Quanti di noi ha indossato qualcosa di rosso la notte di Capodanno?

Anche questa risulta essere un’altra tradizione italiana. Si tratta di un modo per attirare i buoni auspici per il nuovo anno. Gli stessi buoni propositi lo ricorda la tradizione del bacio sotto il vischio. A mezzanotte baciare la propria persona amata sotto il natalizio vischio sembra portare amore per tutto l’anno. Il vischio, infatti, è una pianta benaugurale che dona fecondità materiale e spirituale.

 Ci sono invece delle particolari usanze che riguardano anche i primi giorni dell’anno.

In alcune regioni (ad esempio in Abruzzo) porta bene che le donne il primo giorno dell’anno facciano numerose faccende in casa, diversamente in altre regioni tale giorno è da trascorrere in riposo. Un’altra tradizione diffusa è legata alle cosiddette “calende”: sembra che dal tempo che farà nei primi dodici giorni dell’anno si possa prevedere quello che farà nei prossimi dodici mesi dell’anno.

Sono davvero tante le tradizioni e le usanze, come tanti sono i modi per festeggiare la notte di Capodanno, l’importante è passarla divertendosi allegramente con le persone care, ma con giudizio e buon senso!

 

Cristina Bruni

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