La festa di S. Michele a Carmignano, vero teatro in strada

Ogni anno il piccolo ma importante paese di Carmignano, dolcemente appoggiato sulle pendici del Montalbano, celebra il suo santo patrono, san Michele, con una festa storica di notevole rilievo e bellezza. Ma il San Michele, come tutti chiamano la festa, non è una festa di paese qualunque! Negli ultimi anni si è trasformato in vero e proprio “teatro in strada”, accezione che può sembrare un tantino presuntuosa a chi non sia mai andato a vederlo, ma che in realtà merita senza dubbio questo nome.

(fonte: www.facebook.com/FestaSanMicheleCarmignano/photos_stream)
 

La festa si svolge ogni anno a settembre in tre date: il sabato e la domenica antecedenti al 29 settembre, giorno di S. Michele, mentre il vero e proprio clou è proprio il giorno del santo patrono, quando viene disputata la finale che vede i quattro rioni impegnanti a contendersi l’ambito trofeo. Ma andiamo con ordine.
Ogni anno la preparazione comincia mesi prima. Ogni rione sceglie un tema che sia inerente al paese di Carmignano, intorno al quale allestisce uno spettacolo, costruendo sia le scenografie itineranti su carri che i costumi dei figuranti, che alla fine sono i rionali stessi. A inizio settembre vengono svelati i temi scelti da ciascun rione, sui quali, fino ad allora, è calato il massimo riserbo. La lotta è accanitissima e nulla deve trapelare dello spettacolo che si va preparando.
Durante le tre sere dello spettacolo ogni rione sfila mettendo in scena il proprio spettacolo. Ogni sera la giuria assegna dei punti alla sfilata di ciascun rione; il totale dei punti guadagnati da ogni rione nelle tre serate determinerà la classifica per eleggere il vincitore, al quale andrà il trofeo “S. Michele”. 
A questo, che è la parte più consistente della festa, si affianca il Palio dei Ciuchi, ovvero una corsa a dorso di ciuco in cui gareggia un fantino per rione. Si disputa alla fine di ogni serata e la somma dei punteggi ottenuti nelle tre sere dà luogo al vincitore del Palio.

Il ciuco del Rione Bianco pronto a gareggiare (fonte: www.facebook.com/FestaSanMicheleCarmignano/photos_stream)

Il bello della manifestazione, al di là del Palio dei Ciuchi (durante il quale, comunque, la lotta è talmente agguerrita che pare di stare a Siena durante il Palio dell’Assunta), è proprio nella sfilata, che si configura non come una serie di carri più o meno belli che sfilano, ma come un vero e proprio allestimento teatrale. Difficile da spiegare a parole, se non si vive l’emozione del momento.
Quest’anno, 2015, i quattro rioni si sono confrontati su temi assai diversi.
Il Rione Bianco, o Rione della Torre, ha portato in scena E le stelle stanno a guardare, una rievocazione dei tempi della Grande Guerra vista con gli occhi di un cappellano militare di Carmignano, Egidio Raimondo Maccanti. Lo spettacolo, a tratti crudo e fortemente evocativo, non lasciava niente all’immaginazione riguardo agli atroci disastri della Prima Guerra Mondiale: attraverso gli occhi del narratore si rivivevano i dubbi interiori e le crisi personali del cappellano, ma anche il senso di fratellanza e di fede di tanti uomini che hanno combattuto per l’Italia.
In tutto questo, come sempre, il Rione Bianco ha cercato la spettacolarità di luci e allestimenti, a tratti penalizzando, però, la continuità narrativa del racconto. Purtroppo, la giuria sembra non aver apprezzato questa scelta e il Palio dei Ciuchi non è stato d’aiuto al Rione, che si è classificato ultimo.

Il Rione Bianco (fonte: www.facebook.com/FestaSanMicheleCarmignano/photos_stream)

Il Rione Celeste, o Rione dell’Arcangelo, ha allestito Il corpo pieno non crede al digiuno, una bella riflessione sulla trasformazione che il mondo del lavoro ha subito a Carmignano dalla fine della Prima Guerra Mondiale ai giorni nostri. Se inizialmente il paese era abitato da contadini e scalpellini, negli anni del boom del secondo dopoguerra il distretto di Prato vide nella maglieria e nella produzione di filati il canale manifatturiero privilegiato. Ma l’arrivo della crisi degli anni ’80, proseguito fino ai giorni nostri con tanti episodi orribili di suicidi di imprenditori, non può che lasciare l’amaro in bocca e riportare la memoria alla Costituzione Italiana, che decreta la Repubblica come fondata sul lavoro, al quale tutti hanno diritto.
Fortemente impegnato in temi attuali, il Rione Celeste mette sempre in scena spettacoli che fanno fortemente riflettere. Anche se di impianto meno scenografico rispetto a quello del Rione Bianco, dispiace che la giuria non abbia apprezzato lo spettacolo del Rione Celeste (si è classificato penultimo)
, che, tutto sommato, era attualissimo e assai incentrato sul territorio. A (magra) consolazione resta il fatto che il Celeste abbia vinto il Palio dei Ciuchi, sbaragliando gli avversari.

Il Rione Celeste (fonte: www.facebook.com/FestaSanMicheleCarmignano/photos_stream)

Il Rione Giallo, o Rione del Leone, ha incentrato il proprio spettacolo Castelli in aria sul bel rapporto fra due persone di Carmignano realmente esistite, un bambino di nome Massimo Santini e il campanaro del paese, Ugo Banci. Con la una scorza da piccolo bullo ma il cuore da lettore accanito, il bambino scopre la bellezza dei pomeriggi passati con il campanaro. La storia, evolvendosi nel tempo, sancisce il legame profondo che Ugo Banci ha saputo creare con il piccolo ribelle, decretando l’amicizia come il valore più vero. 
Sorprendendo ogni pronostico, il Rione Giallo guadagna il secondo posto, a un solo punto di distacco dal Rione Celeste, tornando, dopo anni nelle ultime file, alla ribalta di un podio che profuma di vittoria.

Il Rione Giallo (fonte: www.facebook.com/FestaSanMicheleCarmignano/photos_stream)

La vera sopresa, quest’anno, è stata il Rione Verde, o Rione dell’Arte, con il suo Sogno di Natale, un gradevolissimo spettacolo di fronte alla cui originalità bisogna inchinarsi, merito che ha permesso al Rione di guadagnarsi il primo posto. La storia raccontata celebra Pietro Nencioni, medico di Carmignano dal 1938 al 1984, una vera istituzione del paese; un medico d’altri tempi, sempre pronto a farsi in quattro per gli altri, anche a discapito di se stesso e della propria famiglia. Dietro a tutto questo, una sceneggiatura arguta e originale, che racconta la storia di quest’uomo come se a Carmignano venisse girato il film della sua vita. Un dentro-fuori il personaggio che lascia il segno e colpisce per la particolarità della rappresentazione: non si poteva non premiare questo spettacolo coinvolgente e divertente!

Il Rione Verde (fonte: www.facebook.com/FestaSanMicheleCarmignano/photos_stream)

E cosa bolle in pentola per l’anno prossimo? Chi può dirlo adesso? Fatto sta che questo spettacolo di teatro in strada merita assolutamente di esser visto. Chi non è mai stato a Carmignano il 29 settembre è avvisato: qui si fa sul serio!

Caterina Bellezza

per approfondimento si vedano:

www.facebook.com/FestaSanMicheleCarmignano
www.youtube.com/watch?v=TOoPpKp3lbA&feature=youtu.be

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