La Galleria degli Uffizi ieri e oggi

Nel 1581 Francesco I, granduca di Toscana, decide di allestire una galleria “con pitture, statue e altre cose di pregio” all’interno del palazzo degli Uffizi.
L’edificio cominciò ad essere costruito dal 1560, quando il padre di Francesco, Cosimo I, decise di commissionarne la 
costruzione a Giorgio Vasari: la struttura doveva accogliere le tredici magistrature del governo fiorentino, ospitate in uffici al primo piano (da cui il nome di Uffizi), mentre al secondo piano vi si trovava una loggia che era usata dal Granduca per passeggiare.

Se inizialmente, dunque, il palazzo fu usato solo a scopi prettamente civili, è grazie a Francesco I, come dicevamo, che cominciò a mutare la propria natura. Per realizzare questa galleria privata, Francesco fece chiudere la loggia dell’ultimo piano con vetrate e volle far affrescare le volte del primo corridoio, quello di levante, con grottesche, ovvero una serie di decorazioni con elementi naturali ripresi dalla Domus Aurea, scoperta a Roma all’inizio del ‘500, che tanto aveva impressionato artisti e personaggi illustri.

Il primo corridoio, o corridoio di levante (fonte: http://community.fortunecity.ws/oasis/pipeline/599/firenze.htm)

Nel 1581 solo il primo corridoio del secondo piano era allestito a galleria di quadri e statue, mentre al primo piano rimanevano invece gli uffici delle varie magistrature. Alla galleria vi si arrivava non dal moderno scalone di ingresso, ma dal Corridoio Vasariano, il passaggio in quota che collega gli Uffizi a Palazzo Vecchio, fatto costruire da Cosimo I a Giorgio Vasari nel 1565.
Francesco I continuò alacremente a lavorare al progetto della sua galleria: fra il 1581 e il 1584 chiese al suo architetto di fiducia, Bernardo Buontalenti, di costruire all’interno della galleria una stanza ottagonale che potesse servire per conservare tutte le opere di piccolo formato del Granduca. Sorse così la Tribuna, che ancor oggi si può ammirare a metà del corridoio di levante. Era lo spazio più privato e segreto del Granduca, che all’interno di preziosi stipi collocati lungo le pareti vi conservava pietre preziose, ori, argenti, cammei, piccole sculture e rarità varie.

La Tribuna del Buontalenti (fonte:http://www.lifestyle43.it/arte/968/firenze-tribuna-uffizi-3d/)

All’interno del primo corridoio si trovavano, oltre alle opere d’arte e alla Tribuna, anche l’Armeria di Francesco I e la Sala delle Carte Geografiche, la prima destinata a conservare le armi da parata di Francesco, mentre la seconda per le mappe delle terre allora conosciute, di fondamentale importanza in caso di guerra. Oggi tali spazi coincidono con le stanze successive alla Tribuna.
Come se non bastasse, Francesco I volle anche la costruzione del famoso Teatro Mediceo, nel 1586, sempre opera di Bernardo Buontalenti. Usato per gli spettacoli di corte, il teatro occupava un doppio volume ubicato fra primo e secondo piano, corrispondente oggi all’ingombro delle prime dieci sale. Il Teatro fu poi distrutto al tempo del granduca Pietro Leopoldo, nella seconda metà del ‘700.

Nel 1591, per la prima volta nella sua storia, la Galleria diventa visibile su richiesta, anche se non si tratta ancora di una vera e propria apertura al pubblico, dal momento che sono ammessi a visitarla soltanto persone di una certa levatura sociale.
La collezione di quadri e sculture andò ampliandosi nel corso dei secoli grazie all’opera dei vari granduchi toscani. 
Nel 1769 la Galleria viene aperta al pubblico per volere del granduca Pietro Leopoldo, che apporta numerose modifiche sia alla struttura che alle collezioni. Infatti, fa realizzare l’attuale scalone di ingresso dopo aver fatto distruggere il Teatro Mediceo, e riordina le collezioni dividendo il materiale scientifico da quello artistico e dando ad ogni sala un tema unico.

Lo scalone di accesso alla Galleria (fonte: https://www.1stdibs.com/art/photography/color-photography/massimo-listri-uffizi-scalone-lorenese-florence/id-a_354142/)

Di recente gli Uffizi stanno subendo grossi lavori di restauro e di ampliamento della superficie espositiva, mirati a rendere questo imponente museo storico al passo con i più grandi e aggiornati musei europei. Già nel secondo dopoguerra si pensò di dare il via a questo progetto, che però si è concretizzato solo negli ultimissimi anni, prendendo il nome di Grandi Uffizi. Nel corridoio di ponente si è provvisto alla costruzione di una nuova scala, su progetto di Adolfo Natalini, che mettesse in comunicazione il primo e il secondo piano. I Grandi Uffizi prevedono di espandere la superficie espositiva inserendo non soltanto nuove sale, parte delle quali sono già visibili al primo piano della Galleria, ma anche aggiungendo tutta una serie di servizi prima mancanti, ovvero aree relax per il pubblico, caffetteria, bookshop, spazi per i laboratori didattici, eccetera.
Ciò di cui l’ormai ex direttore degli Uffizi, Antonio Natali, si è sempre vantato è il fatto che, nonostante gli ingenti lavori, la Galleria non sia stata chiusa al pubblico nemmeno un giorno, permettendo a turisti di tutto il mondo la fruizione delle bellissime opere d’arte che vi sono al suo interno. Un esempio di work in progress da imitare e su cui riflettere ampiamente.

Caterina Bellezza

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