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L'inviata romana - Globe Theatre

 

Nel parco, sotto il verde ombroso dei lecci e dei pini, si affaccia una grande struttura a graticcio bianca, con travi di legno a vista. Le persone si accalcano impazienti per entrare dalle strette scalette di legno, correndo a sistemarsi per terra, in platea, o sui seggiolini di legno delle tre file di balconate. C'è chi si porta cuscini e coperte, perché assistere a tre ore di spettacolo sul freddo lastricato necessita di qualche aggiunta di comodità. C'è anche chi si porta la cena: d'altronde la rappresentazione inizia presto, e ce ne vuole di tempo per arrivare qua dall'altro lato della metropoli. Il teatro è pieno di giovani entusiasti, ma anche di anziane coppie soddisfatte, gruppi di amici rumorosi e famiglie intere, coi bambini incuriositi dal mondo magico che questo strano teatro annuncia e promette. Adesso che ognuno si è trovato un posto da cui ammirare l'opera di Shakespeare, chi vuole può cenare o andarsene in giro, nell'attesa, godendosi il magnifico panorama intorno. Oppure restare a guardare, ammirando un teatro d'altri tempi.

 


Ormai l'ultimo sole illumina il palcoscenico, aperto verso gli spettatori e trattenuto nella sua sobria struttura di legno. Presto calerà la notte, e la scena sarà occupata da battute celebri e personaggi indimenticabili, che si rivolgeranno alla tonda platea davanti a loro e sotto le stelle: si tratta solo di pazientare un po', mentre lo spettacolo viene annunciato e ci si finisce di accomodare.
Di colpo, poi, le luci si
spengono, i mormorii lentamente si abbassano, il primo passo risuona sulla scena: silenzio, lo spettacolo ha inizio.

Per raccontarvi atmosfere come queste, lo ammettiamo, non ci siamo spostati nella Londra del '600. A dispetto delle apparenze, siamo invece ai giorni nostri, e nemmeno troppo lontano da qui: quelle che stiamo raccontando, infatti, sono scene che si svolgono ogni estate a Roma, nel fresco e vivace parco di Villa BorgheseQui, dal 2003, si è trasferito un pezzo della Londra che fu: il Globe Theatre di shakespeariana memoria è stato infatti ricostruito nel centro della Capitale per offrire il fascino del teatro elisabettiano a cittadini e forestieri, grazie ad un cartellone che riempie le estati romane di commedie, tragedie, sonetti. Tutti, ovviamente, nati dalla penna del Grande Bardo.

Non che il Silvano Toti Globe Theatre, teatro all'aperto nel centro di Roma, voglia semplicemente essere una copia del più celebre omonimo londinese: le somiglianze architettoniche si notano, certo, ma il teatro romano rivendica anche una propria autonomia. D'altronde, i progetti dell'originario Globe shakespeariano non sono nemmeno giunti fino a noi, e comunque le costruzioni moderne devono rifarsi a standard di sicurezza eevoluzioni culturali di tutt'altro tipo rispetto ai modelli seicenteschi.
A Roma niente paglia sul tetto, quindi, a differenza della moderna ricostruzione londinese; un numero di posti minore (circa 1200, molti meno rispetto all'originale, che arrivava fino a 3000) e l'ovvia apertura a compagnie che portano in scena le opere di Shakespeare servendosi anche di attrici, a differenza del teatro elisabettiano che prevedeva gruppi solamente maschili.

Neanche il teatro ricostruito a Londra, per la verità, si trova precisamente nel luogo dov'era quello originario. Il vero Globe, dove venivano rappresentati i lavori di Shakespeare, fu infatti costruito nel 1599 dalla sua compagnia, i Lord Chamberlain's Men (precisamente fu voluto dal suo amico di vecchia data Cuthbert Burbage, fratello del più famoso attore di epoca elisabettiana, Richard Burbage), e distrutto poi nel 1613 da un incendio, scaturito da fiaccole accese durante la rappresentazione dell'Enrico VIII. Il Globe fu però ricostruito dopo l'incendio nel 1614, per poi essere chiuso nel 1642 dall'amministrazione puritana rafforzatasi dopo la morte di Elisabetta I, e per venire infine distrutto durante la guerra civile nel 1643. Il primo Globe si trovava sempre sulle rive del Tamigi, quindi, nei pressi del Blackfriars Bridge, ma leggermente spostato rispetto al nuovo: nella sua posizione autentica si trova adesso un condominio! Il teatro di Shakespeare era però diventato un pezzo tanto fondamentale del passato e dell'identità della città, che si decise di ricostruirlo il più vicino possibile alla sua esatta collocazione: questo ha portato all'attuale e ultima versione del teatro, terminata nel 1997 e presto diventata passaggio immancabile di un giro nella parte sud di Londra.


Ugualmente, grazie all'impegno dell'amministrazione capitolina e della Fondazione Silvano Toti, dal 2003 il Silvano Toti Globe Theatre è diventato a Roma meta obbligata per gli appassionati di teatro e per chi cerca novità nel panorama culturale e artistico della città. Oltre che dall'originalità di una proposta al tempo stesso tradizionale e innovativa, l'attrazione del teatro elisabettiano di Roma è stata ulteriormente incrementata dalla scelta della direzione artistica: questa è stata affidata infatti ad un attore romano doc, che ha fortemente voluto il teatro e, presiedendolo, ne conferma la sua identità italiana. Parliamo niente meno che di Gigi Proietti.

La vera forza del Globe, che sia a Roma o a Londra, risiede però ancora nelle parole tanto umane quanto immortali e nei personaggi tanto archetipici quanto potenti firmati William Shakespeare. Parole e personaggi che solo l'anno scorso hanno portato al Silvano Toti Globe Theatre circa 56000 spettatori, motivandolo a presentare un nuovo cartellone ricco di capolavori e sorprese. Ecco quindi che l'estate 2015 ha visto sulla scena nel parco di Villa Borghese: Sogno di una notte di mezza estate, Re Lear e Molto rumore per nulla.

Se non conoscete questa bella realtà e vi piacerebbe assistere ad uno degli splendidi spettacoli messi in scena in un luogo già di per sé stupendo come il parco di Villa Borghese, e per di più con le scomodità (ma anche il fascino) del teatro di quattro secoli fa, sappiate però che il programma del Globe di Roma non si è ancora concluso!
Dal 3 al 20 settembre, infatti, alle ore 21.00 vi andrà in scena Otello; dal 24 al 27 settembre, sempre alle 21.00, vi si potrà poi godere appieno del linguaggio e della maestria shakespeariana: per la prima volta, infatti, verrà proposta un'opera in lingua originale, precisamente l'allegra e ironica The Comedy of Errors. E per di più, dal 30 settembre all'11 ottobre il cartellone si prolungherà eccezionalmente riproponendo al pubblico il grande successo del Sogno di una notte di mezza estate.

Passando da Roma, se amate il teatro e vi incuriosisce vivere uno spettacolo doppio, quindi, che oltre a farvi incontrare i testi shakespeariani sia anche un'esperienza di immersione nel passato, lasciatevi ammaliare dalla magia del Silvano Toti Globe Theatre, dalle atmosfere magnetiche delle sue messinscene e dalle parole tanto immaginarie quanto veritiere delle drammaturgie shakespeariane. Perché se sulla bandiera che sovrasta il Globe Theatre di Londra sventola il motto “Totus mundus agit histrionem” (Tutto il mondo recita), anche il nostro Gigi Proietti, al Silvano Toti Globe Theatre, c'insegna quanto i limiti fra la scena e la realtà siano sottili, esclamando: “Viva il teatro! Dove tutto è finto e niente è falso!"

 

 

Tutte le info su www.globetheatreroma.com

 

 

Martina Colligiani

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(Tratto da Wikipedia)