Pescia e i suoi tesori – parte prima

Passare in rassegna il patrimonio storico-artistico e architettonico di Pescia può risultare un’impresa assai ardua; questo a causa principalmente della sua ricchezza, che vede nel centro della cittadina e non solo un fiorire generoso di chiese e monumenti, tutti allo stesso modo interessanti e importanti. Per cominciare a conoscere più nel dettaglio il capoluogo della Valdinievole – solo in apparenza centro secondario della provincia pistoiese – può essere fondamentale considerare la Cattedrale, punto di partenza del nostro percorso e di ogni descrizione che si rispetti.

 Una vista sulla Cattedrale di Pescia, grandiosa con il suo campanile (Fonte: Clara Begliomini)

 

Dedicata a Santa Maria Assunta, la Cattedrale – pur essendo stata molto rimaneggiata durante i secoli – sembra risalire perfino all’epoca longobarda, visto che alcune testimonianze la denotano come pieve battesimale già nel lontano 951 d. C. Consacrata all’inizio dell’ XI secolo, le sue sorti però non furono molto fortunate, come attesta l’incendio che colpì la Cattedrale nel 1281: evento infausto quest’ultimo, che rese necessaria la ricostruzione quasi completa della chiesa principale di Pescia. Di questa epoca rimangono deboli lacerti nella muratura di un fianco, poiché la maggior parte della struttura risalente a quell’intervento andò persa alla fine del Seicento; fu allora infatti che la Cattedrale crollò per buona parte in seguito a un infelice tentativo di sovrapporre sull’edificio una cupola. Dell’ennesima ricostruzione si occupò l’architetto fiorentino Antonio Maria Ferri, variando in toto l’edificio romanico preesistente; al posto della pianta a croce latina, passò a una pianta a navata unica con cappelle laterali e una grande abside sormontata da una cupola. Al contrario, la facciata è rimasta spoglia – mantenendo le fattezze romaniche – fino alla fine dell’Ottocento, quando venne completata con colonne, paraste e cornici neoclassiche, opera di Giuseppe Castellucci di Arezzo, che si aggiudicò la progettazione in seguito a un concorso nazionale. I lavori si prolungarono per diverso tempo, se si considera che il portale fu inserito in epoca relativamente recente, ovvero nel 1933.

 

La facciata della Cattedrale di Pescia, intitolata a Santa Maria Assunta (Fonte: Clara Begliomini)

 

L’interno invece è caratterizzato da una copertura a volta, e gli elementi architettonici risaltano grazie all’accostamento dell’intonaco bianco delle pareti e la pietra serena delle membrature – richiamando la nobile tradizione rinascimentale fiorentina – che insieme alle decorazioni barocche scandiscono lo spazio.

 

L’interno della Cattedrale (Fonte: Clara Begliomini)

 

L’ambiente è arricchito da quadri per la maggior parte risalenti al Settecento, con qualche pezzo d’eccezione, come per esempio il monumento funebre di Baldassarre Turini, commissionato a Raffaello da Montelupo, allievo del divino Michelangelo. Conservato nella cappella omonima, il monumento è composto da un sarcofago con ai lati due cariatidi maschili sedute, che reggono vasi fiammeggianti; sulla sommità del sarcofago, la figura che ritrae il defunto, alla realizzazione della quale contribuì anche Pierino da Vinci. Notevole anche la tela seicentesca sopra all’altare maggiore, opera del pittore fiorentino Anton Domenico Gabbiani, con il Martirio di San Lorenzo. Segno distintivo della Cattedrale è il campanile, che si erge alla destra dell’edificio: in origine torre di avvistamento della prima cerchia muraria, fu poi riadattata nel 1306 per la nuova funzione con l’apertura di monofore, bifore e trifore degradanti; la cupola è successiva, e risale alla fine del Settecento.

 

 Il Monumento funebre di Baldassarre Turini (Fonte: Clara Begliomini)

 

Lasciando la Cattedrale, basta attraversare la strada per trovarsi davanti un’altra chiesa degna di nota: si tratta della chiesa di Santa Maria Maddalena, risalente al XIII secolo, questa piccola chiesetta in realtà tra il XVII e il XVIII secolo ha subito svariati interventi di ristrutturazione che ne hanno alterato il suo aspetto originario.

 

 

L’interno della chiesa di Santa Maria Maddalena (Fonte: Clara Begliomini)

 

L’edificio è caratterizzato da un impianto ad aula unica, con la volta affrescata da Rinaldo Botti, quadraturista fiorentino, mentre la Santa Maria Maddalena in gloria, posta al centro della volta, è stata attribuita ad Ottaviano Dandini, componente della famosa famiglia di pittori fiorentini attivi nel Seicento. Interessante l’arco che separa l’aula dalla zona del presbiterio, arricchito da sfarzosi tendaggi e putti in stucco, realizzati da Giovan Battista Ciceri

 

Il particolare dell’altare della chiesa di Santa Maria Maddalena, con il Crocifisso ligneo e gli angeli di Giovan Battista Ciseri (Fonte: Clara Begliomini)

 

incorniciato da questo tripudio di stucchi, l’altare maggiore – risalente all’inizio del Settecento ed opera di Andrea Vaccà – conserva un bellissimo Crocifisso in legno trecentesco che, secondo la tradizione locale, alcuni ritengono provenire dall’abbazia camaldolese di Pozzeveri (oggi frazione di Altopascio, in provincia di Lucca), mentre per altri sembra sia stato lasciato nel luogo in cui si trova tuttora dagli abati di San Pietro in Pozzeveri quando questi ultimi abbandonarono l’ospizio, situato in origine dove adesso si trova la chiesa. A completare l’apparato decorativo dell’altare si trovano infine quattro angeli in marmo, simbolo della Passione di Cristo, realizzati sempre dal Ciceri.

Questi ed altri tesori si nascondono quindi a Pescia, e certamente la sorpresa è tanta scoprendo che nemmeno un articolo può bastare per parlare di tutto questo!

 

Clara Begliomini

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