Pietro Bozzi

 

 

Nato a Pistoia nel 1825, avvocato, inizialmente insegna materie giuridiche al Liceo Forteguerri. Dal 1866 divenne assessore dell’amministrazione civica e subito dopo fu eletto sindaco di Pistoia (1867-1879).

La situazione finanziaria pistoiese all’epoca non era rosea e gli ultimi bilanci in negativo avevano portato la città sull’orlo del baratro. Questo perché il Comune aveva dovuto provvedere a spese obbligatorie, originate da eventi accaduti nel territorio (i problemi politici del ’48, la restaurazione granducale, l’occupazione austriaca dal 1849 al 1855 con spese di mantenimento della truppa, le somme necessarie per le guerre d’Indipendenza, ecc.). Nonostante queste difficoltà il Bozzi con una serie di atti di carattere amministrativo e finanziario sarebbe riuscito a far superare la crisi alla sua città e a far costruire l’acquedotto, fondamentale per il centro abitato in quanto sin dall’epoca di Pietro Leopoldo era stato notato che Pistoia “mancava di buona acqua da bere”. L’esecuzione di questo progetto incontra una serie di impedimenti che il Sindaco riesce ad affrontare ed il 1873 inaugura ufficialmente l’opera idraulica, con un alto getto d’acqua dalla vasca di piazza San Francesco.

Da allora Pietro Bozzi è ricordato come il Sindaco “che portò l’acqua a Pistoia” e la sua città gli ha dedicato la via del centro storico che porta in Piazza San Francesco, proprio in ricordo di tale avvenimento storico.

Muore nel 1896 e il suo corpo riposa nel cimitero della Misericordia di Pistoia; sulla lapide del monumento funebre si legge: 

 

Pietro Bozzi

esempio

di amore nella famiglia

di dottrina nel foro

di saggezza nei pubblici uffici

dai concittadini

ebbe il premio delle sue virtù

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