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Vieste

Piccolo centro medievale sul lato più orientale del Gargano, il borgo di Vieste è proteso sul mare e da sempre crocevia di commerci e conquiste. I viaggiatori che la assalgono oggi, assai meno temibili dei pirati e dei conquistatori del passato, all'arrivo vengono subito attratti dalla maestosità del Pizzomunno.
Monolite di pietra calcarea alto 25 metri, il Pizzomunno è l'elemento caratteristico del luogo, il perno intorno al quale ruota il fascino dell'intero paese. Lo si può osservare comodamente sdraiati davanti al mare cristallino, la prima e più chiara attrattiva della zona.

 

Se ne può sentire raccontare la leggenda, che narra di due innamorati, la bella Cristalda e il pescatore Pizzomunno, ostacolati nel loro amore dalla gelosia delle Sirene, desiderose di avere il bel ragazzo tutto per loro. Fino, al rifiuto del pescatore della stessa immortalità, ad arrivare a rapire la sua bella nei roghi marini, lasciando il giovane pietrificarsi dal dolore, bianco scoglio vicino al dorato arenile. Si può anche entrare in acqua e provare a verificare la superstizione che esiste su questo monolite: si dice infatti che chi compie un giro intero intorno ad esso, esprimendo un desiderio, lo vedrà realizzato.
Prendendo invece il mare, facilmente si potrà trovare un'imbarcazione che ci conduca alle splendide Grotte Marine, opera della paziente e creativa erosione delle onde sulla costa calcarea del Gargano, a cui la bellezza o la storia ha affibbiato nomi stravaganti, come Grotta delle Rondini, Grotta Sfondata o Grotta dei Contrabbandieri. Ci possiamo spingere fino alla meravigliosa baia di San Felice che, con il suo famoso portale roccioso detto "Architiello", esprime il risultato più delicato e affascinante del lavoro congiunto di mare e vento su queste coste.
Se vogliamo invece osservare dall'alto i capperi selvatici che crescono sulla cima del Pizzomunno e godere così dell'intero orizzonte marino, è d'obbligo salire nel centro storico medievale di Vieste, intessuto di viuzze, stradine ripide, bazar, case bianche e addossate, scorci rubati e atmosfere senza tempo. Immersi negli odori delle spezie e del rosmarino, possiamo quindi visitare (solo nel periodo estivo) il Castello Svevo, fatto costruire da Federico II a picco sul mare e adesso adibito ad usi militari, e la Cattedrale, di stampo romanico-pugliese ma più volte rimaneggiata nel tempo. Accanto alla Cattedrale vale la pena soffermarsi davanti alla "Chianca Amara", una roccia dove, secondo la tradizione, nel 1554 furono trucidati donne, vecchi, sacerdoti e bambini in occasione di una delle orde del sanguinario pirata turco Draguth Rais, che per alcuni decenni infestò le coste dell'Adriatico. E' a causa sua e di altri temibili predoni saraceni che furono costruite anche le numerose torri di avvistamento disseminate sulle coste del Gargano.
Se anche il passato del territorio è stato ricco di invasioni e violenze, questo però non significa che Vieste abbia perso la sua naturale ospitalità. Ospitalità che si manifesta in gran parte attraverso i gusti genuini e naturali delle materie prime e dei piatti locali: dalle celebri orecchiette alle cime di rapa, a prodotti semplici ma unici come il pane pugliese, le olive, i sottoli (melanzane, peperoni, pomodori secchi) e, immancabilmente, il pesce fresco. Tutto ciò si può trovare nei negozietti o, meglio ancora, nel mercato che anima settimanalmente la città bassa, dove il Corso conduce anche ad ampie, suggestive, balconate sul mare.
Infine, se si vuole perdere di vista il Pizzomunno per spostarsi sul lato opposto della penisola viestana, ci imbattiamo nel piccolo porto del paese. Lo annuncia il Faro, ottocentesco e collocato sull'isolotto di Sant'Eufemia. Oppure, allontanandoci ancora di più, possiamo scoprire che l'entroterra è dominato dalla Foresta Umbra, la parte più rigogliosa del Parco del Gargano. Vero "regno della biodiversità", è celebre per la quantità e la varietà di specie vegetali e animali presenti, nonché facilmente attraversabile con i tanti sentieri adatti alle varie esigenze dei viaggiatori. Non solo mare, quindi, in una vacanza a Vieste.

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(Tratto da Wikipedia)