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La via Francigena e il pellegrinaggio

La via Francigena percorre l’intera Europa per giungere alla città santa: Roma. Il nome le viene assegnato durante la dominazione carolingia, ma il percorso si deve ai longobardi e acquisisce nuovo impulso con il Giubileo del 1300, che proclama l’indulgenza per quanti si rechino in penitenza nelle basiliche romane. Lungo l’itinerario furono adibiti luoghi di ricovero per i pellegrini: foresterie, ospizi, monasteri e pievi. Dall’XI secolo in poi la via Francigena venne chiamata anche via Romea con riferimento alla destinazione: Roma.

 

Cosa significa pellegrinaggio?

Indica un viaggio compiuto per devozione o penitenza verso un luogo sacro, in genere lungo percorsi prestabiliti.

 Perché si andava in pellegrinaggio?

Si andava in pellegrinaggio non solo per visitare i luoghi santi di culto, ma anche per sciogliere un voto. Il pellegrinaggio come pratica di penitenza e di riscatto morale coinvolge anche le classi sociali più alte. Da ricordare la testimonianza del primo sovrano a recarsi a Roma: Carlo Magno, nella Pasqua del 774.

Come si sviluppa il suo percorso?

I percorsi sono due: uno è quello utilizzato dai pellegrini che vengono dalla Spagna e dal sud della Francia (entrando dal Passo del Monginevro si percorre la Val di Susa e passati per Torino si arriva a Vercelli). L'altro percorso è destinato per coloro che vengono dal nord della Francia e dall'Inghilterra e attraversano il Passo del Gran S. Bernardo e arrivano a Vercelli. Da lì la strada si unifica e si sviluppa lungo l'itinerario che passa da Pavia, Piacenza, Fidenza, Passo della Cisa, Pontremoli, Lucca, Siena, Bolsena, Viterbo e quindi Roma.

  

 

Come è segnalato il percorso?

Il percorso della via Francigena è segnalato da: un piccolo pellegrino di colore giallo e una freccia bianca.

Come erano vestiti i pellegrini?

Nell'iconografia medievale il pellegrino indossa un mantello con il cappuccio, detto pellegrina, che copre il corpo fino ai piedi; oppure porta un cappello rotondo a larga tesa chiamato petaso, che protegge dalla pioggia e dal sole. Stringe in mano il bordone, un bastone con una punta chiodata, che ha due funzioni: quello di sostenerlo durante il cammino e all'occorrenza usarlo come arma di difesa contro i briganti. Al bastone viene appesa una zucca svuotata e seccata, utilizzata come boraccia per la sua leggerezza e resistenza del materiale. Segno distintivo e caratteristico del pellegrino è la conchiglia, che viene appesa al mantello o al cappello e utilizzata durante il viaggio come contenitore per bere. 

 

 

Cosa sono le credenziali del pellegrino?

La Credenziale è il documento fondamentale per il pellegrino, è una sorta di "carta d'identità", un documento che attesta che la persona che ne è in possesso sta svolgendo un pellegrinaggio verso un luogo di culto. Con questo documento il pellegrino potrà avere accesso alle strutture di accoglienza: questo sarà certificato da un timbro apposto al momento dell'ospitalità. Arrivato a Roma, quindi terminato il cammino, potrà ricevere la l'ultima certificazione dell'avvenuto pellegrinaggio. 

"Il pellegrinaggio è quindi una metafora della vita, è un cammino, un percorso interiore, una decisione radicale ... il tempo del cammino e il tempo della sosta lungo il cammino è la riscoperta di un diverso e nuovo approccio alla realtà ... il pellegrinaggio quindi è un'occasione privilegiata, per l'uomo e il cristiano, di rendersi capaci di sostare lungo il cammino della vita per valorizzare l'incontro con l'arte, la storia, la cultura, la natura, la religiosità di un itinerario, ma soprattutto per l'incontro con se stessi e con Dio, per un'educazione all'ascolto, al dialogo, al rispetto del diverso, alla condivisione, all'amore e alla pace".                                                                                                                                                 mons. Liberio Andreatta

 

 

Cristina Bruni

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(Tratto da Wikipedia)