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La badia benedettina di Pacciana

Nella piana attorno a Pistoia circondata da colture vegetali e delimitata da due importanti torrenti (la Brana e l’Ombrone) si trova il paese di Pacciana, in cui si erge l’antica abbazia di origini benedettino-vallombrosana. Le origini della sua fondazione sono incerte: sappiamo con sicurezza invece che rimase fino al 1090 sotto il controllo del monastero di San Bartolomeo in Pantano di Pistoia. A quel periodo risale infatti il passaggio dell’abbazia sotto il controllo dei vallombrosani, la cui Congregazione era stata fondata fra il 1012 e il 1015 da San Giovanni Gualberto.

Il complesso architettonico si sviluppa rapidamente anche per la generosità dei fedeli, che l’arricchirono di terreni con le loro donazioni, tanto che l’abbazia è divenuta nel tempo una importante organizzazione agricola ed economica.

 

 

 

Ai primi del ’300 viene eletto abate del monastero Ormanno Tedici (figlio di una delle più importanti famiglie di Pistoia del XIV secolo), che sarebbe diventato in seguito Signore di Pistoia, segnando così un momento fondamentale per Pacciana.

Le vicende storiche dell’epoca documentano quanto fosse precaria la situazione politica, economica e sociale di Pistoia e del suo territorio, situazione che si andava aggravando con i successi militari del condottiero lucchese Castuccio Castracani, il quale si faceva sempre più pericoloso e potente: il suo esercito attaccava la città di Pistoia, distruggeva le colture dei campi e seminava il terrore tra i cittadini. Tutti risentirono di questa terribile e minacciosa situazione, tanto da decidere di costituire un movimento che mirasse ad un solo obiettivo: stabilire una tregua con Castruccio, con esponente principale proprio l’abate di Pacciana Ormanno Tedici.

 

Il lunedì di Pasqua, 12 aprile 1322, egli raduna in piazza del Duomo i suoi uomini e inizia a percorrere le vie della città gridando: “morte a chi non vuole la tregua”. Grazie a questa alleanza collettiva la città di Pistoia venne abbandonata dagli ambasciatori fiorentini e il potere passa a pieno diritto nelle mani dell’abate, il quale conclude con successo la storica tregua con Castruccio.

La fine della guerriglia porta alla ripresa delle attività produttive del territorio e i cittadini, grati di questo benessere, sostennero l’ascesa al potere di Ormanno Tedici, che fu proclamato ufficialmente Signore di Pistoia, fra il 1322 e il 1323.

Ma conosciamo meglio il monastero benedettino di Pacciana, cui si accede attraverso un arco denominato “Portichino”, dalle semplici linee architettoniche, che ricordano le antiche porte della città di Pistoia: questa è l’unica testimonianza di quanto resta dell’antico recinto che circondava l’abbazia. Oltrepassato questo accesso si entra nel piazzale dove si affaccia la chiesa dedicata a Santa Maria Assunta, che denota uno stile rinascimentale toscano, adattato nell’Ottocento, con la facciata scandita da pilastri che ‘sorreggono’ la sovrastante terrazza.

 

 

L’interno a unica navata a croce latina, coperto da un soffitto a cassettoni a bassorilievo dipinti che si conclude in un abside circolare, conserva alcune importanti opere d’arte, fra cui: sul primo altare a destra una Madonna col Bambino in trono, attribuita al pistoiese Sebastiano Vini; sul primo altare a sinistra la Vocazione di San Matteo e Santa Cristina di Pietro Marchesini; nel transetto destro l’Adorazione dei pastori che sembra essere una replica dal celebre quadro di Carlo Maratta e un San Francesco che riceve l’ordine da Gesù Crocifisso di restaurare la sua dimora, attribuito a Giovanni Brina.


Una pregevole opera d’arte è conservata anche nell’adiacente Compagnia di san Sebastiano, il cui ingresso è sulla sinistra della chiesa. Questo ambiente preceduto da un piccolo vestibolo, si presenta ad unica navata con ai lati due altari in pietra serena e in fondo l’altare maggiore dedicato al santo, su cui è collocata la tela raffigurante la Madonna col Bambino in trono tra i santi Sebastiano, Jacopo, Rocco e Antonio abate, opera del noto pittore pistoiese Fra’ Paolino.

Retrostante la chiesa si eleva il quadrangolare campanile, la cui parte inferiore conserva ancora oggi la trama muraria originaria, ben visibile dal chiostro quattrocentesco, ubicato alla destra della chiesa: il cui loggiato inferiore, basato su robuste colonne, si diversifica da quello superiore sostenuto da eleganti colonnine.  

L’importanza dell’abbazia per gli abitanti della zona non è dovuta solamente alle importanti opere d’arte, ma soprattutto per la sua testimonianza storica. Per questo alcuni parrocchiani, dal 1976, hanno deciso di rendere omaggio a Ormanno Tedici - esprimendo riconoscenza per aver allontanato i dominatori lucchesi e fiorentini dal territorio di Pistoia e quindi anche da Pacciana - organizzando una grande festa paesana, con la sfilata storica in costumi medioevali, da effettuare la prima settimana di settembre di ogni anno (a cominciare dal sabato precedente per finire la domenica successiva), il cui punto centrale è la rievocazione storica della presa di Pistoia da parte dell’abate e la conseguente tregua con Castruccio.

La sfilata storica che conclude la settimana di festa crea un momento di gioia nella comunità parrocchiale: un appuntamento da non perdere per rivivere, grazie alla partecipazione di circa 300 figuranti, la rievocazione della liberazione della ‘nostra’ Pistoia.

 

Cristina Bruni

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(Tratto da Wikipedia)