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Verso il Monte Gennaio attraverso le terre di Tiziano Terzani

E' arrivata l'estate e con essa anche il momento migliore per andare alla scoperta della nostra amata Montagna Pistoiese. Noi non ce lo siamo fatti dire due volte, e come prima escursione della stagione abbiamo scelto di partire alla volta del Monte Gennaio, proprio al confine con l'Emilia Romagna, che dall'alto dei suoi 1810 metri di altezza domina sulla Foresta del Teso e sulla Vallata dell'Orsigna, terra cara al famoso scrittore Tiziano Terzani, fiorentino di nascita ma pistoiese di adozione.

 Uno scorcio lungo l'itinerario che porta verso il Monte Gennaio (Fonte: Alessandro Benigni)

 

Il percorso, che prende il via dalla Casetta de' Pulledrari sita sopra l'abitato di Maresca, prevede tratti di salita immersi nella foresta a piacevoli seppur brevi porzioni di sentiero pianeggianti, dando così modo anche a un escursionista meno esperto e allenato di cimentarsi in questa camminata di circa 12 chilometri. Durante le quattro-cinque ore di cammino – tempo utile per “conquistare” la vetta e tornare ben ossigenati al punto di partenza – si ha modo di ammirare la folta e verdeggiante vegetazione tipica del comprensorio montano pistoiese, composta in prevalenza da alti e possenti faggi, nonché castagni ed abeti. Il percorso è molto panoramico e agevole: esso è infatti per la maggior parte ombreggiato, quindi ideale da intraprendere anche durante le giornate più soleggiate, e tante sono le fonti di freschissima acqua montanina che si trovano lungo la via, la cosa migliore per un meritato ristoro.

 

Il sentiero verso il Poggio dei Malandrini, una volta usciti dalla Foresta del Teso (Fonte: Clara Begliomini)

Alla partenza, si seguono le indicazioni per il Rifugio del Montanaro percorrendo il sentiero numero tre del CAI: l'ultimo tratto prima di giungere al rifugio è abbastanza ripido, ma la fatica è ripagata dal contesto in cui esso è immerso. Primo punto panoramico del percorso, dalla terrazza si gode infatti di una vista amplissima e – nelle giornate più limpide – lo sguardo può giungere addirittura fino al lontano Monte Amiata. Luogo ideale per una sosta, da qui riprende poi la camminata verso il Monte Gennaio; prossimo punto intermedio il Poggio dei Malandrini, molto interessante per quanto riguarda la sua ricchezza di specie vegetali, che in piena estate trovano la loro massima fioritura, dipingendo con mille colori questo paesaggio già di per sé affascinante.

Il paesaggio come si presenta una volta raggiunto il Poggio dei Malandrini (Fonte: Alessandro Benigni)

Una volta sul poggio, termina la parte di sentiero al coperto del folto bosco, e si inizia a percorrere il crinale, riscendendo verso il Passo della Nevaia, per poi risalire nell'ultimo tratto molto pendente e avventuroso verso la cima del monte. Essendo giunti ormai in uno dei punti più alti dell'intero percorso, anche dal poggio la vista si apre verso la vallata pistoiese, contornata dal verde dei fianchi dei monti: il paesaggio toglie il fiato, quanto in egual misura toglie il fiato camminare sullo strettissimo crinale vedendo ormai vicino (almeno in linea d'aria) il Monte Gennaio con la sua cima sfiorata dalle nuvole. Dopo mezz'ora di cammino, il traguardo è raggiunto e certamente la fatica non è stata vana: a parte il benessere fisico e la sensazione di leggerezza che solo una camminata come questa può dare, il panorama è unico e dà la possibilità di osservare da una visuale più che mai aperta il Corno alle Scale e l'inconfondibile sagoma del Libro Aperto.

 

 Uno scorcio dalla cima del Monte Gennaio; in secondo piano il crinale percorso per giungere fino a qui (Fonte: Clara Begliomini)

Qui, le parole di Terzani ritornano alla mente, e sembrano trovare la loro perfetta esemplificazione:

Questo è un altro aspetto rasserenante della natura: la sua immensa bellezza è lì per tutti. Nessuno può pensare di portarsi a casa un'alba o un tramonto”

Forse, scrivendo, pensava proprio a questi luoghi, dove la serenità e la bellezza regnano sovrane. Ed è possibile sentirsi tutt'uno con la natura.

Clara Begliomini

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(Tratto da Wikipedia)