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Alla scoperta del verde: l'itinerario naturalistico

Nella bellissima cornice della Valle del Sestaione, fra alti faggi e numerosi abeti, si trova l’ Orto Botanico Forestale dell’Abetone, un luogo capace di insegnarci tante cose sulla vegetazione e lo sviluppo della vita. Il percorso si inserisce all’interno dell’Ecomuseo della Montagna Pistoiese, andando a costituire l’ Itinerario naturalistico.


Entrando, prima di raggiungere la casetta delle guide, dove partono le visite guidate dei volontari del parco, si percorre un suggestivo tratto di bosco, dove si possono riconoscere varie specie di alberi, fra cui i faggi e gli abeti.

 

In particolare, si può imparare a distinguere un abete bianco da uno rosso o da quello di Douglas. Il primo è il vero abete da cui discende la tradizione nordica dell’albero di Natale, poiché le pigne si ergono dritte sui rami, ricordando le candele con cui venivano addobbati gli alberi durante le festività natalizie. Gli aghi si presentano molto morbidi, disposti a pettine, su un unico piano rispetto al rametto che li sostiene, e hanno la peculiarità di non cadere anche se la pianta viene recisa dal suolo, perciò sono veramente ideali da utilizzare come albero di Natale.

 

L’abete rosso è, invece, il classico abete presente sui nostri Appennini, caratterizzato da un fusto tendente al rossiccio e da aghi molto appuntiti, disposti in più piani rispetto allo stelo. Se utilizzato come albero di Natale, tende a perdere completamente gli aghi, una volta reciso.

 

Infine, l’abete di Douglas presenta aghi disposti in maniera spiraliforme rispetto al rametto e pigne con piccoli peletti.

 

Oltre a questi alberi è possibile notare anche una grande quantità di funghi, velenosi e non, di cui alcuni pannelli espongono le famiglie e le caratteristiche.

 

Giunti alla casa delle guide, parte la vera e propria spiegazione dell’Orto Botanico: si ripercorre la storia della vita vegetale sulla Terra ammirando rocce, muschi e licheni. Centinaia di migliaia di anni fa questo territorio si presentava come del tutto roccioso, cosparso da numerosi corsi d’acqua. Da questi si formarono progressivamente prima le alghe, poi i muschi e, pian piano, anche i licheni, che sono organismi più complessi, essendo un incrocio fra un alga e un fungo.

 

La visita all’Orto prosegue, poi, alla scoperta delle erbe officinali ed aromatiche presenti, degli arbusti e dei fiori, anche carnivori, nonché delle piante da frutto, essendo presente un vaccinieto, ovvero un mirtilleto, dove si può imparare a riconoscere il mirtillo nero, il più pregiato, da quello rosso e dal falso mirtillo (il segreto dice sia aprire il frutto: se è nero è l’originale delizia, se è bianco si tratta del falso mirtillo, tossico se assunto in dosi elevate).

 

Si giunge, infine, alla vista del laghetto e della particolarissima torbiera, un ambiente acquitrinoso assai difficile da ricreare, racchiudente specie vegetali particolarissime, che necessitano di acqua in lentissimo movimento e temperature fredde per crescere.

 

Ma dell’Itinerario naturalistico dell’Ecomuseo della Montagna Pistoiese fa parte anche il Centro Naturalistico Archeologico di Campo Tizzoro, ospitato presso le ex-scuole SMI. Aperto al pubblico solo pochi giorni l’anno, ma visibile su richiesta ogni venerdì, quando i volontari vi si riuniscono, ospita numerosi oggetti d’industria litica preistorica ritrovati sulle montagne dintorno, in particolare a Pontepetri, animali impagliati e una meravigliosa ricostruzione dello scheletro di un orso preistorico che abitava le grotte montane circa 10.000 anni fa. Oltre a questo, il pezzo forte del Centro è rappresentato dalle diverse lastre di fossili vegetali, impressionanti per la loro grandezza e bellezza.
Dunque, la visita all’Orto Botanico ci fa immergere in un ambiente vegetale meraviglioso, dove siamo chiamati a comprendere molti segreti della natura, che nel corso del tempo ha saputo adattarsi ai cambiamenti e ha prodotto varietà vegetali incredibili. Una tappa al Centro Naturalistico Archeologico permette, invece, un approfondimento sia sulla storia archeologica del nostro territorio che su quella naturalistica e si pone come potenziale centro didattico del verde.
Quello dell’Itinerario Naturalistico è, dunque, un viaggio nella storia e, in fondo, nella vita stessa, che coinvolge e stupisce grandi e piccini.

 

Caterina Bellezza

 

per approfondimenti si vedano:

http://www.provincia.pistoia.it/ecomuseo/ITINERARI/ItinerarioNaturalistico_07.pdf

http://www.centronaturalisticoarcheol.it/index.htm

 

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(Tratto da Wikipedia)