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Arte sacra sulla Montagna Pistoiese

Viene definita la più bella chiesa della Montagna Pistoiese e forse lo è davvero: Santa Maria Assunta a Popiglio non ha certo niente da invidiare alle altre e perfino qualche chiesa cittadina impallidirebbe al confronto.
L’elegante e sobria facciata, di cui avevamo già parlato, protegge un patrimonio storico-artistico non indifferente che, una volta entrati, si disvela, potente, ai nostri occhi.


Una chiesa fuori dal comune, ubicata fra le montagne ma in posizione strategica, sulla via che collegava il passaggio transappenninico con Lucca, che deve la sua straordinaria ricchezza nell’apparato decorativo al pievano Girolamo Magni, che fra il 1565 e il 1595 si occupò di tutta la ristrutturazione della chiesa, coinvolgendo artisti di fama che nel frattempo lavoravano a Pistoia per i maggiori committenti, del calibro di Sebastiano Vini e Giacinto Gimignani. Il primo ha lasciato qui l’ Ultima Cena e il Battesimo di Cristo degli altari laterali, l’ Assunzione della Vergine e Santi dell’altar maggiore, mentre il secondo ha dipinto la Crocifissione e Santi di uno degli altari laterali.

 

La chiesa conserva, inoltre, un pregevolissimo pulpito del XIII secolo in pietra serena, rimaneggiato fra il Quattro e il Cinquecento, che campeggia a metà della parete sinistra dell’edificio.

 

Una così particolare attenzione all’aggiornamento stilistico della chiesa da parte del pievano Magni non poté che portare a un altrettanto forte interesse per la decorazione dell’edificio da parte delle famiglie più in vista della Popiglio del Seicento. Fu così che la famiglia Vannini, trapiantata a Roma per affari ma comunque strettamente legata al paese natale, nella seconda metà del Seicento decise la costruzione della cappella di famiglia, che si apre sulla parete sinistra della chiesa e che conserva un’altra splendida opera di Sebastiano Vini, l’ Annunciazione della Vergine.


Nell’adiacente sagrestia, costruita per volere di Girolamo Magni nel 1571, si sviluppa il Museo diocesano d’Arte Sacra di Popiglio, che al suo interno conserva interessanti testimonianze della devozione e della religiosità popolare che attraverso i secoli hanno attraversato la pieve di Popiglio: vi si possono ammirare, infatti, arredi liturgici quali calici, ostensori, turiboli, reliquiari, carteglorie, pissidi e candelieri, oltre a sculture lignee e tavole dipinte.


A questo primo percorso se ne affianca un secondo nel vicino Oratorio della Compagnia del Santissimo Sacramento, un piccolo edificio ad aula unica affacciato sulla stessa piazza della chiesa e costruito nel 1638. Al suo interno si segnalano diversi arredi liturgici che vanno a completare il quadro fornito dal Museo d’Arte Sacra, ma vi si trovano anche paramenti sacri e dipinti del Sei-Settecento.


Due sono i pezzi forti di questo edificio: da una parte c’è da ammirare la particolarissima nicchia sotto l’altare che conserva una statua lignea di Cristo sofferente, che era normalmente celata alla vista da un pannello dipinto con i simboli della Passione e che poteva essere mostrata ai membri della Compagnia in occasioni particolari aprendo l’anta dipinta.


La seconda particolarità dell’oratorio consiste nel bellissimo soffitto ligneo dipinto con medaglioni recanti i simboli della Passione di Cristo e riccamente ornati da girali: la qualità pittorica non è alta, trattandosi di un artista locale, ma l’insieme è sicuramente degno di suggestione e ammirazione.

 

L’Oratorio, insieme al Museo, costituisce parte dell’ Itinerario dell’Arte Sacra e della Religiosità popolare dell’Ecomuseo della Montagna Pistoiese, cui si aggiungono tutta una serie di percorsi devozionali e rogazionali per le strade del paese e per i dintorni. Si tratta di processioni che, in occasione di feste e solennità, percorrevano antichi itinerari intorno al paese e rendevano omaggio alle così dette «Verginine», ovvero alle edicole devozionali con l’immagine della Madonna che caratterizzano ancor oggi le strade dei paesi. Le rogazioni erano un tipo particolare di queste processioni, che venivano svolte a partire dal 25 aprile e fino all’Ascensione per cinque giorni non consecutivi, e servivano per benedire i campi e renderli propizi a un fruttuoso raccolto. Per Popiglio numerosi cartelli segnalano i tre percorsi devozionali che è stato possibile rintracciare tramite le testimonianze orali degli anziani del paese.
I tre nuclei descritti, insieme con la chiesa stessa di Popiglio, costituiscono l’itinerario volto alla scoperta dell’Arte sacra della Montagna Pistoiese, sebbene tale argomento non si esaurisca con quanto detto. La montagna è ricca di altre, bellissime chiese, ricche di arte e storia, sebbene Popiglio rappresenti un unicum, un polo della religiosità che ha tanto caratterizzato questa parte del territorio. Se dalla città si ha la pazienza di arrivare fino a Popiglio, l’occhio viene altamente ripagato dello sforzo e l’arricchimento culturale derivato da una visita al paese  sicuramente non rende vana la fatica durata per raggiungerlo.

 

Caterina Bellezza

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(Tratto da Wikipedia)