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Il Parco e la Villa Puccini di Scornio: arte e storia immerse nella natura

Il Parco Puccini di Scornio, meglio conosciuto come Villon Puccini, è per i pistoiesi méta di ristoro e svago, forse unico vero e proprio polmone verde della nostra città. Ma forse in pochi sanno che questo luogo incantato non offre soltanto la possibilità di piacevoli passeggiate e pause rigeneranti bensì nasconde un patrimonio artistico notevole e di grande impatto paesaggistico, che bene racconta le radici e lo sviluppo di tutta questa area, interessata fin dalle sue origini e in maniera capillare da interventi artistici e architettonici, seppure essi siano mascherati dalla natura rigogliosa oppure sapientemente nascosti in zone non accessibili al pubblico.


Noi abbiamo visitato l'intero parco in un tiepido pomeriggio d'autunno accompagnati da un timido sole, e osservandolo con occhi diversi - più curiosi e più interessati alla sua storia – è facile scoprire come in realtà niente sia qui lasciato al caso, ma piuttosto si riferisca a un programma artistico molto significativo, importante per la conoscenza di un'intera epoca.

L'intero parco di 123 ettari si sviluppa intorno alla Villa di Scornio, risalente all'inizio del Settecento e voluta da Tommaso Puccinitrasformandola in un luogo d'arte, seguito nell'impresa anche dai suoi più illustri familiari.

 

Niccolò Puccini infatti ampliò l'impresa trasformando il complesso di Scornio in un tempio della cultura a tutti gli effetti, dove amava circondarsi di amici intellettuali e artisti, e commissionando la creazione – avvenuta tra il 1821 e il 1844 - di un giardino. Si tratta di un giardino molto particolare progettato secondo lo stile romantico inglese, dove quindi l'intervento dell'uomo non deve essere troppo visibile e invasivo e la natura deve apparire rigogliosa, quasi selvaggia. Qui convivono architetture di ascendenza neoclassica e neogotica calate in un'atmosfera di recupero del passato e di interesse romantico per le rovine tipico di quel periodo, in un percorso che si pone come obiettivo finale quello di educare il popolo attraverso l'esempio degli uomini illustri della storia, presenti con le loro effigi nei monumenti disseminati per il parco.

 

La villa – dall'impianto monumentale e sviluppata su tre livelli intorno a un atrio centrale, con rampe ortogonali in facciata per accedere alla residenza – ospita nei suoi locali affreschi settecenteschi di pregio (come quelli della sala centrale, che rappresentano la Glorificazione di Ercole, firmati da Niccolò Nannetti) ed è arricchita anche da un altro giardino all'italiana – successivo per datazione al primo - e quindi diverso dalla tipologia all'inglese, in quanto caratterizzato da una struttura geometrica molto precisa e ordinata, con aiuole simmetriche e vialetti.

Oltre alla villa nel parco all'inglese si trovano anche altre architetture molto interessanti, a partire dal lago con il Tempio di Pitagora, una finta rovina che sorge su un isolotto dalla vegetazione molto rigogliosa e in origine luogo di meditazione per il Puccini.

 

e camminando piacevolmente per le distese verdi tra querce secolari e tante altre varietà di piante che ne segnano la straordinaria qualità botanica, grande rilievo architettonico viene attribuito al Castello gotico, voluto da Niccolò Puccini come suo privato rifugio, seppur occasionale.

 

Adesso di proprietà privata, il Castello sorge su un'antica casa colonica e, pur non trattandosi più dell'architettura originaria che è stata più volte rimaneggiata, presenta ancora coronamenti con merlature e torrette di guardia in stile tipicamente neogotico.

 

Proseguendo il percorso, fino a raggiungere le zone al limitare del parco – che in origine si estendeva oltre l'attuale Via Bolognese, che lo ha di fatto attraversato – degne di nota sono il graziosissimo Tempietto neoclassico.

 

Immerso in una radura del parco romantico dove sembra di rivivere le scene dei romanzi di Jane Austen, nonché la Madonna delle Vigne: una colonna votiva risalente al 1841 sormontata da un tabernacolo con una Madonna col Bambino immersa nel vigneto, chiara trasposizione religiosa del culto pagano delle vigne. Situata in un punto panoramico, da qui si gode di una bella e ariosa vista sull'intera tenuta, fino alla chiesa di Burgianico.

 

Di più forte impatto, perché immersi in un paesaggio meno agreste e arcadico e di dimensioni più imponenti, sono il Tempio gotico e il Pantheon degli uomini illustri (in realtà prima architettura dell'itinerario). Il primo ricalca le forme del Castello e sono entrambi testimonianza della corrente di revival gotico in voga nell'Ottocento; il tempio sorge isolato, anch'esso al limitare della tenuta - verso l'attuale Via di Valdibrana - e venne costruito per volontà del fratello di Niccolò, Domenico, negli anni venti dell'Ottocento secondo forme molto eclettiche e particolari, su progetto dell'architetto neoclassico Luigi de Cambray Digny. Il Pantheon degli uomini illustri invece, realizzato secondo i dettami dello stile ionico, conserva al suo interno le statue dei personaggi illustri cari ai Puccini.

 

Alla fine dei conti quindi, è possibile capire come la Villa e il parco Puccini di Scornio rappresentino in realtà un intervento di architettura del paesaggio totale, che ha compreso in sé intenti politici, culturali e sociali, in linea con la personalità accentuatamente filantropica dei suoi creatori, appartenuti a una famiglia che tanto ha lasciato alla città di Pistoia.

 

Clara Begliomini

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(Tratto da Wikipedia)