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Officina pratese. Tessuti del Rinascimento italiano

In questi mesi Prato sta vivendo un periodo di grande fervore culturale a seguito dell’importante mostra “Da Donatello a Lippi. Officina Pratese”, che si è aperta il 13 settembre 2013 a Palazzo Pretorio e che proseguirà fino al 13 gennaio 2014.
A corredo di questa bella esposizione, il Museo del Tessuto di Prato ha inaugurato una piccola ma significativa mostra dal titolo “Officina Pratese. Tessuti del Rinascimento italiano”.


Nella prima sezione della mostra vengono esposti molti splendidi tessuti del Quattrocento italiano, in particolare provenienti dalle città che nel Rinascimento si configurarono come i principali centri di produzione di tessuti serici: Firenze, Milano, Venezia e Genova. Esse si contraddistinsero a livello europeo per l’eccellenza delle materie prime e delle tecniche di lavorazione utilizzate, creando preziosi manufatti che erano considerati beni di lusso e, perciò, richiesti dalle corti, dal clero, dagli aristocratici e dai ricchi mercanti di tutta Europa per dichiarare immediatamente il loro status sociale.

 

In particolare, all’interno della mostra si sottolinea, attraverso un paio di convincenti esempi, l’importante ruolo svolto dai tessuti serici nell’influenzare la pittura sacra coeva: damaschi, lampassi e velluti operati fanno da sfondo a molte Madonne col Bambino rinascimentali, dimostrando come anche gli artisti non fossero affatto immuni dal fascino prezioso di questi manufatti.

 

Uno degli oggetti più interessanti della mostra, capace di catturare anche  l’attenzione del visitatore più distratto è la scarsella, ovvero la borsa per custodire i denari, che si ritiene sia appartenuta al canonico Antonio Bracci, membro della potente famiglia di banchieri fiorentini, risalente al XV secolo.

 

La seconda sezione illustra l’apporto che il genio di Leonardo dette in campo tessile: lasciandoci nei codici di disegni la rappresentazione di alcuni progetti da lui ideati, l’artista volle dare soluzione ad alcuni problemi meccanici che affliggevano il processo produttivo tessile. Inventando il meccanismo di arresto per la binatura automatica della seta, il filatoio ad aletta a quattro fusi, un telaio meccanico per tessitura o il battiloro meccanico − macchine il cui funzionamento viene spiegato in mostra attraverso alcuni video −, Leonardo intende raggiungere la massima produttività e il perfezionamento del processo tessile, che a quel tempo era abbastanza criptico nei vari passaggi a chi non fosse del mestiere.

 

La terza e ultima sezione della mostra presenta una realtà d’eccellenza toscana assai poco conosciuta: a Firenze nel 1906 Giuseppe Lisio fondò la Manifattura Arte della Seta Lisio per eguagliare gli ottimi prodotti delle antiche botteghe italiane del Rinascimento. Documentandosi con fotografie di opere d’arte, tessuti antichi e volumi, Lisio riuscì ad innestare a Firenze una produzione di sete tessute a mano su telai Jacquard.

 

Per la scelta dei soggetti da dare alle sue preziose stoffe, Giuseppe Lisio prese ispirazione dalla tradizione pittorica rinascimentale: in mostra nasce così un serrato e calzantissimo confronto fra alcune sete Lisio e altrettante opere di Botticelli e Ghirlandaio, in un gioco particolarissimo di rimandi materici.

 

Ciò che sorprende di questa mostra è l’estrema versatilità cui l’argomento dei tessuti del Rinascimento italiano si presta: ognuna delle tre sezioni − che si tratti di tradizione storica, macchine per la produzione o alta moda − testimonia come il tessuto serico sia stato per secoli al centro dell’attenzione di artigiani, artisti e ricchi acquirenti, di primaria importanza per l’affermazione di uno status sociale o per la ripresa di un glorioso passato da eguagliare: ancora una volta il Museo del Tessuto riesce a portare quello che a prima vista sembra un argomento di banale importanza all’attenzione primaria del pubblico, dimostrando come anche un museo specialistico può aprirsi alla frequentazione di pubblici disparati.

 

Caterina Bellezza

 

per approfondimento si veda:

http://www.museodeltessuto.it/il-percorso-espositivo/esposizioni-temporanee/il-museo-si-rinnova

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(Tratto da Wikipedia)