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Quinto Martini: un'arte umana

A Seano, non lontano da Prato, alle pendici del Montalbano, esiste già da diversi anni un bel parco dedicato allo scultore Quinto Martini che qui ebbe i natali nel 1908.


Il progetto nacque in seguito a una precisa richiesta che il Comune di Carmignano fece allo scultore, cioè quella di eseguire un’opera per una delle rotonde di Seano; Martini propose di realizzare un vero e proprio parco in cui inserire alcune delle sculture da lui realizzate fra il 1931 e il 1988: ne nacque il Parco-museo Quinto Martini di Seano.


Iniziato all’arte da Ardengo Soffici, al quale sottopose alcune sue prime opere, che risiedeva nella vicina Poggio a Caiano, Quinto Martini entrò successivamente in contatto con il circolo di artisti vicini a Felice Casorati, arrivando a realizzare sculture in materiali poveri come la terracotta, la pietra di fiume e ricercando tale effetto anche nel bronzo.
Per le sue opere si è parlato di richiami agli arcaismi della scultura etrusca, ma in realtà, analizzando le opere esposte nel Parco, si può leggere una componente del tutto umana nel suo modo di fare scultura, con un attaccamento alla vita quotidiana e agli affetti: ne è un esempio il celebre gruppo de Le amiche, due fanciulle che si abbracciano in un caldo affetto fraterno.


Non manca poi il rapporto con la natura, sentito strettissimo, caldamente ricercato proprio dall’artista ormai settantenne nell’occasione dell’apertura del Parco, come mostrato dal nudo di donna che, raccolte le gambe e la testa al grembo, simboleggia la visione del tutto interiore che l’artista instaura con la natura stessa.


Fra le numerose figure presenti non mancano neppure persone comuni, riprese durante momenti di ozio o di riposo, come nel caso dell’ Oste di campagna, seduto a braccia conserte in attesa.


Teneramente poetica è la Ragazza seanese dormiente, testimone dell’attaccamento dello scultore per la sua Seano, al punto da non disdegnare di ritrarre una compaesana durante un momento di riposo.


Le grandi doti disegnative di Quinto Martini si esplicitano particolarmente in soggetti come la Bagnante, in cui una scomposta signorina diverte l’osservatore in una posa al limite dell’equilibrio.


Si accennava, poco fa, degli affetti impressi nel bronzo dallo scultore; e questo non può non rimandare a opere come Padre e figlio, in cui il padre stringe al collo il figlio piccoletto in un gesto denso di amore.


La più grande qualità di Quinto Martini, a nostro avviso, è quella capacità di evocare sentimenti in chi osserva le sue opere, come accade per molte delle sculture presenti nel Parco-museo. Il rapporto che esse hanno fra di loro, con l’ambiente che le circonda e con la luce è capace di richiamare alla memoria sensazioni proprie di ogni uomo e afferenti a un bacino comune: in questo sta la grandezza dell’artista e la piacevolezza della visita al Parco.

 

Caterina Bellezza

 

per approfondimenti si veda:

http://www.quintomartini.it/scultore-pittore-poeta/il-parco-museo.html

 

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(Tratto da Wikipedia)