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"Le notti dell'archeologia" al Museo della Badia di S. Salvatore a Vaiano

La manifestazione de “Le notti dell’archeologia” , promossa dalla Regione Toscana e giunta quest’anno al tredicesimo appuntamento, ha offerto a tutti la possibilità di visitare numerosi siti archeologici aperti in via straordinaria.
Uno di questi particolari eventi è stato l’apertura serale del Museo della Badia di San Salvatore a Vaiano, normalmente accessibile solo durante il fine settimana.

 

 

Esso è ospitato nell’antica badia camaldolese di San Salvatore, una struttura monastica di indubbio fascino e ricca di storia e d’arte, fondata tra il IX e il X secolo lungo la via strategica che dalla Cassia si staccava per raggiungere la Lombardia. Le vicende  del monastero si intrecciarono con quelle dei Medici allorquando questi decisero di investire nelle commende, ovvero in una particolare forma di contratto in cui la famiglia prestava denaro ai monaci per lo svolgimento delle attività del monastero e questi restituivano quanto avuto con parte del guadagno entro un certo periodo di tempo. Durante il corso del XVI secolo e per i secoli seguenti la Badia registrò un felice periodo di sviluppo e fioritura delle monacazioni, fino a quando, nel 1767, le soppressioni napoleoniche posero fine a tutto, decretando la chiusura del monastero.

 

La chiesa, a tre navate assai rimaneggiate, risale alla prima metà dell’XI secolo, sebbene sia stata costruita su preesistenze longobarde, come attesta la titolazione a San Salvatore.

 

Nonostante l’impianto romanico dell’interno, caratterizzato dalla bicromia bianco-verde che profila gli archi e dal rialzamento dell’abside con cripta sottostante, nelle navate laterali sono prevalenti le tracce del passaggio della Controriforma, visibili nella serie di altari vasariani impreziositi da numerose opere d’arte.

 

Il monastero si articola attorno a un bellissimo chiostro di colonne ioniche, ora tamponato, fatto costruire negli anni Sessanta del Quattrocento dall’allora proposto di Prato, Carlo de’ Medici.

 

Lungo le ali sono stati ritrovati numerosi affreschi e, cosa ancora più particolare, diverse tombe di origine longobarda, fra cui diverse appartenenti a bambini.

 

Nelle stanze che furono un tempo adibite a refettorio e appartamento dell’abate del monastero si sviluppa oggi il Museo della Badia, un autentico gioiello che testimonia non soltanto l’archeologia del luogo, ma anche la vita del monastero e la devozione popolare degli abitanti di Vaiano.
Nella prima sala vi sono esposti numerosi reperti archeologici provenienti dagli scavi effettuati durante il restauro della Badia, avviato nel 1996.

 

Nelle due sale successive viene ripercorso sia il tempo della preghiera dei monaci che la storia dell’allestimento della chiesa per le celebrazioni liturgiche, testimoniate da numerosi oggetti liturgici, come reliquiari, crocifissi, paci, e pianete.

 

Ma ciò che rende davvero particolare questo museo è la testimonianza, attraverso tutta una serie di oggetti dall’alto valore cultuale, della devozione popolare che si manifestava sia in occasioni di particolare solennità, quando il popolo sfilava in processione, sia durante tutto l’anno, quando la fervida attività di compagnie come quella del Santissimo Sacramento animava la vita della comunità vaianese.

 

Altri due locali di grande fascino sono il piccolo studiolo dell’abate, che conserva alcuni libri rari, fra cui diverse cinquecentine, appartenuti all’abate Agnolo Firenzuola (morto nel 1543), e la cappella privata dell’abate, simbolo architettonico di devozione personale.

 

Infine, nell’ultima sala del museo si conservano alcuni dipinti provenienti da chiese vicine del territorio, fra cui un Commiato di Cristo dalla Vergine, attribuito al pistoiese Giacinto Gimignani, e un bel tabernacolo eucaristico del 1474.

 

La Badia e il Museo di San Salvatore a Vaiano, ricchi di storia e d’arte, meritano di essere visitati e fatti conoscere. I lavori di restauro degli spazi non si fermano, ma stanno interessando adesso la cucina annessa al refettorio dell’abbazia e regaleranno presto nuovi tasselli della storia del luogo, che andrà ad arricchire la già variegata e ampia compagine museale pratese.

 

Caterina Bellezza

 

per approfondimenti si veda:

 

http://www.comune.vaiano.po.it/il-territorio/la-badia/il-cuore-storico-del-capoluogo

 

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(Tratto da Wikipedia)