Tagliafieno da ragazzi. Dietro le cose le persone

Poche cose come i giocattoli hanno segnato una differenza di classe. I figli dei contadini hanno, per lo più, giocattoli autocostruiti. Tra questi i giocattoli imitativi dei lavori degli adulti come questo tagliafieno per segare il pagliaio. In una foto è messo a confronto con l’utensile degli adulti.

Il divertimento per i ragazzi, ricorda Viviano Becagli, nasceva “quando venivano affidati loro compiti più impegnativi, come mungere una vacca o guidare un asino o tagliare l’erba, magari a denti e non a taglio” (Una volta…in de rio de’beini…e oggi).
Il confine tra un fare servile e il gioco non è mai netto. Fare e giocare si mescolano, si sovrappongono, sostenuti, soprattutto in campagna, da un ambiente straordinariamente ricco di materiali e di occasioni. L’integrazione con l’ambiente è talmente intensa che i giochi si svolgono secondo un calendario stagionale che segue il ciclo della natura come avviene nel lavoro dei campi.

Entra ed esce nel lavoro e nel gioco, e viceversa – scrive Giovanni Contini di Natalino, un bambino di una famiglia contadina – ; non distingue in verità l’uno dall’altro, visto che non si fa mai pagare, ed interrompe l’attività quando ne ha voglia”. (Aristocrazia contadina. Sulla complessità della società mezzadrile. Fattoria, famiglie, individui).

Dove: Museo di Casa di Zela, Via Nuova 48, Caserana (Quarrata). Aperto il sabato e la domenica dalle 15 alle 19. Info: 339 6280233 stampa.casadizela@gmail.com

 

Claudio Rosati

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