Vauro

Che Vauro Senesi, in arte semplicemente Vauro, sia un vignettista irriverente e diretto, questo è noto a tutti. Ma forse tutti non sanno che il talentuoso e discusso artista, autore e giornalista, è originario proprio di Pistoia. È nato qui il 24 marzo del 1955, e la sua carriera pareva averla nel sangue. O, meglio, nell’inchiostro con cui disegnava le prime vignette già sui banchi delle elementari, quando la maestra lo metteva in punizione in corridoio.
Le sue vignette, comunque, non sono rimaste a lungo sui banchi di scuola: nel 1977, infatti, ha fondato con Pino Zac (Giuseppe Zaccaria) la celebre rivista satirica “Il Male”, abbandonata però dopo tre numeri e rilanciata nel 2011, insieme con Vincino.
Iscrittosi al Partito Comunista e approdato a Roma, nel 1986 Vauro è diventato editorialista e vignettista per “Il Manifesto”, quotidiano che non ha lasciato fino alla crisi economica nel 2012, che ha portato il disegnatore pistoiese ad approdare sulle pagine de “Il Fatto Quotidiano”.
Nel frattempo Vauro ha pubblicato anche su numerose altre testate: da “Cuore” a “Linus”, da “Satyricon” a “I quaderni del sale”, da Nigrizia” a “Smemoranda”, in un’attività vitale e inesauribile, fonte al tempo stesso di grandi guai e soddisfazioni.
Nella prima categoria rientra ad esempio la querela ricevuta nel 1994 per una vignetta sul “Venerdì” di Repubblica, o la condanna per vilipendio alla religione cattolica ricevuta a causa di una vignetta pubblicata nel 1997 su “Il Manifesto”; nella seconda categoria rientra la vittoria nel 1996 del Premio di Satira Politica a Forte dei Marmi e la fruttuosa collaborazione portata avanti per anni con il giornalista e amico Michele Santoro. Nel 2002 Vauro ha iniziato infatti a lavorare con lui in televisione, prima affiancandolo in “Sciuscià”, poi ne “Il raggio verde”, in “Annozero” e infine in “Servizio Pubblico”, la cui ultima puntata è andata in onda proprio quest’anno.
Le sue vignette hanno accompagnato i telespettatori alla fine di ogni puntata e non hanno risparmiato nessuno, con un’ovvia predilezione per i politici di destra, provocando al vignettista nuovi problemi: nel 2009 Vauro è stato infatti sospeso (per una puntata) dalla Rai, a causa di una vignetta anti berlusconiana, disegnata dopo il terremoto de L’Aquila.
In parallelo con l’attività televisiva, sono però molte le attività in cui Vauro è stato (ed è) impegnato: nel 2011 ha preso parte al film di Giovanni Veronesi “Manuale d’Amore 3”; inoltre da anni è inviato e vignettista per “Peace Reporter” ed è stato direttore della testata satirica “Boxer” nonché membro del comitato centrale del Pci. Da lungo tempo, poi, è assiduo collaboratore di “Emergency”, l’associazione umanitaria di Gino Strada attraverso la quale Vauro ha potuto confermare la sua netta condanna a ogni tipo di guerra. Guerra che ha sperimentato da vicino nei suoi reportage come giornalista, dalla Palestina all’Afghanistan, dalla Sierra Leone all’Iraq, dal Sudan all’Ucraina. Proprio da queste esperienze sono nati anche i suoi numerosi libri di narrativa, espressione di un altro lato ancora della sua personalità: da “Kualid che non riusciva a sognare” a “Il mago del vento”, da “La scatola dei calzini perduti” a “Storia di una professoressa”, passando per i libri realizzati insieme a Don Andrea Gallo, sacerdote genovese amico di De Andrè ed esempio per quarant’anni di una Chiesa di strada, accanto agli ultimi e agli emarginati della nostra società.
Il germe di questa attenzione per la Chiesa militante e “scomoda”, coraggiosa e umile, forse è stato trasmesso a Vauro proprio da un prete pistoiese: don Ferrero Battani, parroco per oltre mezzo secolo nella piccola e affascinante chiesa di Valdibure. Nel 2013, in occasione della sua morte, Vauro ha avuto infatti parole di grande affetto e gratitudine verso quel parroco che, negli anni sessanta e settanta, si era impegnato a portare gruppi di ragazzi come lui, atei o con forti tensioni verso la fede, in giro per l’Europa fino nel Sahara, perché potessero vivere profonde esperienze spirituali. Lasciandogli il ricordo di una persona veramente speciale e capace di ascoltare.

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